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Martedì, 18 Maggio 2021 11:27

Katy Castellucci, tra le interpreti più sensibili della Scuola romana, in mostra al Casino dei Principi. Le immagini

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60 dipinti, 10 gouaches e 30 disegni restituiscono l’intero percorso creativo della pittrice, presentando i temi più frequenti affrontati dall’artista, dai ritratti ai paesaggi, dagli autoritratti alle nature morte, dai nudi femminili alle composizioni astratte

Autoritratto con gatto, 1942-43, olio su tela, cm. 60x60 Autoritratto con gatto, 1942-43, olio su tela, cm. 60x60

ROMA - Un corposo nucleo di opere, tra dipinti, gouaches e disegni, racconta, al Casino dei Principi  a Villa Torlonia, l’universo creativo di Katy Castellucci (1905-1985), tra le interpreti più sensibili della Scuola romana. 

La mostra, dal titolo Katy Castellucci. La Scuola romana e oltre, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal nipote dell’artista Alessandro Pagliero, è a cura di Claudia Terenzi e Fabio Benzi.

L’artista, nata a Laglio, sul Lago di Como nel 1905, si trasferì a Roma all’inizio degli anni Venti, dove frequentò il Liceo artistico. Figlia del pittore Ezio, raffinato illustratore e pittore di tradizione accademica, fin da giovanissima rivelò un talento artistico particolare, anche come danzatrice. Nel 1926 con la sorella Guenda si recò a Parigi, dove rimase due anni e nel 1927 prese parte alla Pantomima futurista di Enrico Prampolini al Théatre de la Madeleine. 

Tornata a Roma frequentò gli artisti più significativi della Scuola romana, tra cui Ziveri, Mafai, Fazzini, Scipione e altri. Nel ’32 espose per la prima volta alla III Sindacale con 2 opere, ma la mostra veramente importante fu la prima personale alla Galleria della Cometa nel 1936 assieme ad Adriana Pincherle, sorella di Alberto Moravia. Nella mostra, tra le altre opere, era esposto anche il delicatissimo Autoritratto del ’35, oggi conservato al Museo della Scuola romana di Villa Torlonia. Fu notata subito dalla critica la qualità e l’intensa poesia della sua pittura, tale da collocarla tra gli interpreti più sensibili nell’ambito della Scuola romana. 

Negli anni del dopoguerra, oltre a dedicarsi intensamente all’insegnamento, prima a Modena e poi all’Istituto d’arte applicata di Roma dove fondò la sezione di disegno su tessuto, Katy Castellucci si dedicò anche alla scenografia e ai costumi teatrali. 

Presente alla VI Quadriennale nel ’51, insieme al padre, nello stesso anno in una mostra personale alla Galleria dello Zodiaco presentò i suoi quadri neocubisti, all’interno di una tendenza allora diffusa in Italia di rilettura della cultura europea: opere con un impianto originale, dove i tagli netti delle immagini si coniugano con i valori tonali. Consapevole dei profondi mutamenti che stava attraversando la pittura, ridusse drasticamente il suo impegno in questo ambito e dalla fine degli anni ’50 rinunciò a partecipare alle mostre a cui era invitata. 

Alla fase neocubista seguirono alcuni tentativi astratti più sperimentali non destinati a reali intenzioni espositive, di cui una parte è qui in mostra per documentare il suo insegnamento all’istituto d’arte. Moltissimi invece, fino agli ultimi anni della sua vita (l’artista si spense a ottant’anni a Roma nel dicembre 1985), furono i disegni, tanti e di grande qualità, per la maggior parte autonomi dalla pittura, dove il tratto sfumato e ombreggiato dei primi anni, diviene via via più incisivo ed essenziale.

L’esposizione presenta tutti i temi più frequenti nel lavoro dell’artista, dai ritratti ai paesaggi, dagli autoritratti alle nature morte, dai nudi femminili alle composizioni astratte. Tra le opere più significative vanno ricordate Autoritratto alla finestra del 1935, Ritratto di Giacomino del ’37, Nudo con panno a fiori del ’43, Le sorelle del ’45 e dopo la guerra, nella fase neocubista, Autoritratto con il compasso e Cupole a Roma del ’53. Alcune delle opere in mostra ricostruiscono inoltre l’ambiente familiare e il sodalizio con gli amici artisti, come i ritratti che le fecero Ziveri e Mafai; il delizioso dipinto La famiglia Castellucci (1934) e Katy con il bassotto (1937), entrambi di Ziveri; il ritratto che Katy fece a Titina Maselli (1942), e altri.

Nei ritratti c’è un’attenzione quasi psicologica al soggetto, ravvicinato come una presenza vivida con cui si è acceso un dialogo mai interrotto. Gli autoritratti sono immediatamente riconoscibili dai grandi occhi penetranti, sia pur nel variare delle pose, dei primi piani, dei colori a volte sfavillanti, altre volte più freddi: ritratti che ti fissano, come in certi quadri da cui non riesci a staccarti perché sembrano seguirti con lo sguardo. La varietà degli autoritratti corrisponde anche al mutevole carattere dell’artista, dalla malinconia al desiderio di celarsi dietro travestimenti e trucchi. 

“Il colore - spiega la curatrice Claudia Terenzi - è l’elemento essenziale dei dipinti di Katy, colori talmente vari e febbrili che vanno al di là dei puri rapporti tonali. Aggiunge ai nudi e ai ritratti un elemento cromatico che attira l’attenzione: un panno a fiori, un oggetto tenuto in mano, un fiore appuntato sullo scialle nel ritratto della madre (1937 c.), un cappello a fiori nell’autoritratto del ’36, dove i colori smaglianti si distinguono dal fondale quasi neutro, l’autoritratto di qualche anno dopo nell’atto di indossare un abito azzurro intenso. Certamente gli artisti di quel decennio a Roma hanno avuto un influsso sulla sua pittura, non solo Mafai e Ziveri, ma anche Cavalli e Capogrossi in alcuni dipinti dei primi anni più chiari, quasi velati”.

La mostra, visitabile fino al 10 ottobre 2021, è accompagnata da un catalogo con interventi di: Sandro Pagliero, Fabio Benzi, Claudia Terenzi, Duccio Trombadori.

Vademecum

Katy Castellucci. La Scuola romana e oltre
Luogo Musei di Villa Torlonia - Casino dei Principi
Via Nomentana, 70 - Roma
Apertura al pubblico Dal 13 maggio al 10 ottobre 2021
Orario Da martedì a domenica ore 9.00-19.00
La biglietteria chiude 45 minuti prima
Giorno di chiusura: lunedì
Biglietti
Consigliato il preacquisto online
www.museivillatorlonia.it; www.museiincomuneroma.it
Biglietto unico Casino dei Principi e Mostra.
Per i non residenti € 9,00 intero; € 8,00 ridotto.
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): € 8,00 intero; € 7,00 ridotto.
Biglietto unico integrato Casina delle Civette, Casino Nobile e Mostra presso il Casino dei Principi
Per i non residenti € 11,00 intero; € 9,00 ridotto.
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): € 10,00 intero; € 8,00 ridotto
Ingresso con biglietto gratuito per i possessori della MIC Card e per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Preacquisto Mic card online
Per entrare al museo
Attesa del proprio turno a distanza di sicurezza (almeno 1 mt).
Misurazione temperatura con termoscanner (non è possibile
accedere con temperatura uguale o superiore a 37.5°). Esibire il biglietto digitale o la stampa cartacea del print@Home senza passare dalla biglietteria.
Nel museo È obbligatorio l’uso della mascherina. Vietati gli assembramenti.
Distanza di sicurezza (almeno 1 mt), ad eccezione delle famiglie. È disponibile il gel igienizzante per le mani.
Promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
A cura di Claudia Terenzi e Fabio Benzi, in collaborazione con Alessandro Pagliero e Magda Roveri
Catalogo Sandro Pagliero, Fabio Benzi, Claudia Terenzi, Duccio Trombadori
Organizzazione Zètema Progetto Cultura
Info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00) www.museivillatorlonia.it; www.museiincomuneroma.it

 

Ultima modifica il Martedì, 18 Maggio 2021 11:50


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