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Giovedì, 17 Giugno 2021 15:50

Gli Uffizi acquisiscono una stele funeraria del III secolo d.C. dedicata al soldato Dolens  

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Il Museo celebra le Giornate dell'Archeologia presentando il prezioso reperto in cui è raffigurato il corpo di un milite in uniforme leggera. L'iscrizione rende omaggio a un pretoriano nativo della Tracia, da dove emigrò molto giovane per entrare nelle forze pretorie a Roma

FIRENZE - Gli Uffizi partecipano alle Giornate dell'Archeologia presentando l’ultima acquisizione: una stele che raffigura il soldato Dolens, risalente al III secolo d.C.

Sul prezioso reperto è raffigurato il corpo di un soldato in uniforme leggera (la testa è andata sfortunatamente perduta). Si tratta di un giovane pretoriano originario  della Tracia, da dove partì molto giovane proprio per entrare nelle forze pretorie a Roma. Dolens fu probabilmente uno dei primi pretoriani non italici. La possibilità di unirsi a questo corpo speciale era infatti stata istituita poco tempo prima dall'imperatore Settimio Severo, al momento della sua ascesa al potere, nel 193 d.C. 

Dolens morì 31enne, dopo 12 anni di servizio, il limite massimo era 16 anni.  La realizzazione della stele fu commissionata dal cugino Sebastianus, un altro pretoriano.

La stele, che visibile in futuro nel Corridoio Vasariano, una volta terminati i restauri architettonici, è inoltre argomento di due video uno in latino e uno in italiano - sulla pagina Facebook degli Uffizi, nell'ambito delle Giornate Internazionali dell'Archeologia, dal 17 al 19 giugno 2021. L’evento verrà inaugurato con la pubblicazione sempre sulla pagina Facebook del Museo di un video in greco classico, in cui viene illustrata la celebre Venere dei Medici, scultura ellenistica databile al II secolo a.C ed esposta nella Tribuna degli Uffizi. In un'altra clip su Instagram, sempre in greco, un gruppo di esperti delle Gallerie degli Uffizi illustreranno l'importanza della lingua di Platone per la cultura mondiale.

"Il pretoriano Dolens, cui la stele recentemente acquistata dagli Uffizi è dedicata - ha spiegato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - parlava sia il latino sia il greco. La lingua greca rimase infatti sempre in uso, e venne coltivata attivamente nella Roma imperiale. I video che pubblicheremo su Facebook e Instagram servono a ribadirne la centralità e il valore universale anche per la cultura moderna".

Ultima modifica il Giovedì, 17 Giugno 2021 15:55


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