160x142_banner_banksy.gif

Martedì, 08 Giugno 2021 15:42

Nuove prospettive per la ripartenza dei musei dopo l'emergenza Covid-19. Le ricerche a confronto in una conferenza internazionale   

Scritto da 

Stakeholder ed esperti sono intervenuti su visioni e prospettive volte a delineare una nuova normalità ai fini della ripresa del settore. Presentata dalla Fondazione scuola beni e attività culturali “Musei In_Visibili”, indagine sugli interventi prioritari per il futuro dei musei italiani

ROMA - Si è svolta lunedì  7 giugno 2021 “Visions and perspectives for museums and cultural institutions: six studies towards a New Normal”, una conferenza internazionale, promossa dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, dedicata agli impatti della pandemia sul settore culturale, ed in particolare sui musei, volta ad individuare modalità e linee guida di intervento per il futuro di questi ultimi e la loro sostenibilità, nell’ottica di una nuova normalità ad oggi imprescindibile per garantire la ripresa ed il rilancio del settore.

L’incontro – aperto da Vincenzo Trione e da Alessandra Vittorini, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Scuola beni e attività culturali, nonché dal Direttore Generale dei Musei del Ministero della cultura Massimo Osanna, e concluso dall’intervento di Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino – ha visto la partecipazione di esperti di organizzazioni internazionali – quali ICOM (International Council of Museums), NEMO (Network of European Museum Organisations) e OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) - e ricercatori indipendenti, impegnati a descrivere, comprendere ed anticipare gli impatti della pandemia sui musei e proporre idee per far fronte alla crisi che il settore si trova ad affrontare.

I temi al centro del dibattito - moderato da Annalisa Cicerchia, economista della cultura e coordinatore scientifico del progetto “Musei invisibili” per la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali –  sono stati discussi da Andrea Jones, Associate Director of Education – Smithsonian’s Anacostia Community Museum, Peter Keller, Director General ICOM, Elizabeth Rosenbergh, Project Officer NEMO, Pierluigi Sacco, Senior Advisor e Ekaterina Travkina, Coordinator Culture, Creative Industries and Local Development EOCD, e Martina Fraioli, IDEA Consult, autrice dello studio “Cultural and creative sectors in post-Covid-19 Europe – crisis effects and policy recommendations”.

“Aver promosso una giornata di studi internazionale di così alto profilo scientifico – ha affermato  Trioneè motivo di grande orgoglio per la nostra Fondazione.  Al centro del dibattito è un tema di importanza cruciale ai fini della ripartenza strategica e sociale del nostro Paese e non solo. Nell’ambito del settore culturale, in questi mesi, sono stati messi a nudo ritardi e prudenze e, al tempo stesso, si è presentata una significativa opportunità di rinnovamento. Ora siamo a una svolta. I cambiamenti in atto devono indurci a riflettere sulla “vita nova” del museo in una prospettiva diversa. Che muova, innanzitutto, dalla riarticolazione del nesso tra online e offline. Per un verso, i musei sono obbligati a ripensare la propria filosofia, ridefinendo i programmi delle mostre, riallestendo il patrimonio delle collezioni, valorizzando quel prodigioso giacimento che sono gli archivi e i depositi. Per un altro verso, essi non possono più eludere la sfida del confronto con il web e con i social, agorà nelle quali si generano, si distribuiscono e si condividono immagini, testi e informazioni, avviando iniziative di ascolto e di dialogo partecipato”

In occasione della giornata di studi, la Fondazione ha, inoltre, presentato “Musei In_Visibili: visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19”, indagine con cui, fin dal lockdown ed in stretto raccordo con il proprio Consiglio Scientifico, ha partecipato alla riflessione collettiva su quanto stava accadendo nel mondo delle istituzioni museali, a fronte della loro chiusura totale ed improvvisa, con l’obiettivo di individuare gli interventi percepiti come prioritari per il futuro dei musei del nostro Paese.

In linea con il consueto approccio propositivo che anima la nostra attività di ricerca, con cui contribuiamo al dibattito e all’innovazione nel campo delle politiche culturali – ha dichiarato il Direttore Alessandra Vittoriniunirci alla comunità internazionale di operatori e studiosi, intenti a riflettere su impatti e possibili scenari, è stata la nostra priorità. Nasce così ‘Musei In_Visibili’, l’indagine con cui abbiamo definito priorità e linee di intervento per far fronte all’emergenza e garantire la sostenibilità dei musei italiani. Profondi cambiamenti culturali e tecnologici impongono nuove figure professionali, maggiori investimenti ed una più consistente e diffusa competenza digitale; la valorizzazione dei musei periferici e del patrimonio locale, il rafforzamento della collaborazione tra ministeri, enti di ogni livello, comunità e, ancora, il coinvolgimento empatico dei visitatori, sono alcuni degli elementi da non sottovalutare per un settore che deve trasformarsi per poter ripartire”.

La ricerca è stata presentata da Cristina Miedico.

Tra marzo e maggio 2020, in concomitanza con la chiusura dei musei dal d.p.c.m. dell’8 marzo dello stesso anno, la Fondazione ha realizzato una ricognizione della letteratura nazionale ed internazionale - per un totale di circa 200 contributi editoriali e digitali - sui possibili effetti della pandemia sul settore museale. Il materiale raccolto e analizzato ha permesso di selezionare i 32 effetti dell’emergenza sanitaria che, con maggiore frequenza, sono stati indicati dalla letteratura come capaci di produrre cambiamenti rilevanti per il futuro

Tali risultati hanno costituito la base per avviare, a luglio 2020, uno studio in profondità fra operatori che, a vario titolo, lavorano nei musei italiani, mirato a rilevare, tramite un questionario online, gli impatti attesi come più probabili della prolungata chiusura e delle riaperture condizionate e la loro rilevanza. L’elaborazione dei dati restituisce una “mappatura dei rischi” che dà conto degli effetti ritenuti più probabili e rilevanti e, dunque, delle priorità sulle quali intervenire per garantire la ripresa ed il futuro dei musei del nostro Paese. 

Interventi prioritari

Tra gli interventi ritenuti prioritari sono stati rilevati: la promozione di musei e siti periferici, generata da un rinnovato senso del territorio in un’ottica di valorizzazione dei patrimoni locali e da sostenere tramite reti e sistemi; il rafforzamento della formazione del personale alle risorse digitali, insieme con l’improcrastinabile integrazione delle esperienze reali con quelle virtuali; una nuova attenzione al rapporto con il pubblico, composto principalmente da residenti, più interessati a sviluppare con i musei un rapporto di continuità piuttosto che di viste sporadiche. Tra le priorità condivise in tal senso, è emersa la progettazione di nuove forme di fruizione per ridurre l’affollamento e la necessità di un coinvolgimento empatico dei visitatori, in linea con la natura intrinseca dei musei e il loro ruolo nei confronti della società: non solo conservare, fare ricerca e fornire contenuti culturali, ma anche ascoltare i bisogni della società e promuovere la cultura come elemento essenziale per il benessere individuale e della collettività

Anche la gestione dei musei richiede interventi con urgenza: in primis, l’adozione di piani strategici per la sostenibilità, seguita da riorganizzazioni del personale capaci di rispondere alla nuove esigenze. Non da ultimo, la necessità di fare rete in un’ottica di fattiva collaborazione: tra Ministero della cultura e Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca e tra musei, enti ed organizzazioni del territorio.

Elenco completo delle priorità emerse

1Promuovere la fruizione dmusee siti periferici

2Rafforzare la formazione digitale depersonale

3Favorire un coinvolgimento empatico dei visitatori

4Dotarsi dpiani strategici per la sostenibilità

5Integrare esperienze reale virtuali

6Riorganizzare ipersonale in relazione a nuove esigenze

7Progettare nuove forme di fruizione per minore affollamento

8Sviluppare ricerche sul patrimonio diprossimità per il turismo culturale

9Favorire mostre dqualità su collezioni interne e patrimonio di prossimità

10. Ascoltare bisogndella comunità

11. Accedere a maggiori fondipubblici

12. Aggiornare allestimenti e servizi anche per il pubblico digitale

13Promuovere la cultura  come cura per il benessere sociale

14Incentivare collaborazionitra MiBACT MIUR

15Favorire il piacere della visita nonostante le norme di sicurezza sanitaria

16Stimolare ipubblico nella condivisione dcontenutculturali

17Rafforzare forme di collaborazione con entie istituti di prossimità

18Favorire la creazione drete sistemi anche per la gestione condivisa dei servizi

19Valutare il rischio di chiusura definitiva di alcuni musei

20Favorire lo sviluppo distrumenti digitali gestiti da mediatori o individuali

21.  Sviluppare icoordinamento da parte del Sistema Museale Nazionaie

22Rendere dpubblico dominio le immagini dei benculturali

23Prestare attenzione abisogni speciali

24Dotarsi distrumenti che attenuino irischio dedigitai divide

25Profilare i visitatori anche grazie alle necessarie prenotazioni digitali

26Favorire il partenariato pubblico privato

27Tutelare la conservazione dairischi indotti dalla sanificazione

28Valutare gratuità o riduzioni sui costi dingressi e servizi

Ultima modifica il Martedì, 08 Giugno 2021 15:55


250x300px.png

Flash News

Mostre*

© ARTEMAGAZINE - via degli Spagnoli, 24 00186 Roma - tel 06 8360 0145 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio