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Martedì, 11 Maggio 2021 15:45

Palazzo Farnese di Piacenza apre al pubblico con il nuovo allestimento della Sezione romana del Museo Archeologico

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Dal 18 maggio 2021, sono circa 1200 i reperti che i visitatori potranno apprezzare, attraverso i quali ripercorrere gli eventi che hanno caratterizzato la storia di Placentia romana, dalla sua fondazione nel 218 a.C. sino all'insediamento dei Longobardi nel VI secolo d.C

Mosaico con cigni e lira, Musei Civici di Palazzo Farnese, Piacenza I Ph. C. Vannini Mosaico con cigni e lira, Musei Civici di Palazzo Farnese, Piacenza I Ph. C. Vannini

PIACENZA -  Nei sotterranei riqualificati di Palazzo Farnese, si svela il nuovo allestimento della Sezione Romana del Museo Archeologico. L’apertura è programmata per il 18 maggio 2021. 

I visitatori potranno ammirare ben 1200 i reperti, attraverso i quali sarà possibile ripercorrere gli eventi che hanno caratterizzato la storia di Placentia romana, dalla sua fondazione nel 218 a.C. sino all'insediamento dei Longobardi nel VI secolo d.C.

Suddiviso in quindici sale, secondo un'impostazione tematica e didattica, il percorso si apre con un inquadramento territoriale e cronologico dell'epoca e si conclude con un video che ripercorre le tappe più significative della storia della città. 

Questi i diversi temi affrontati: le preesistenze nel territorio piacentino prima della colonizzazione romana; la fondazione, la forma urbis e le istituzioni della nuova città romana; l'economia, i commerci, la produzione e il ruolo del fiume Po; l'edilizia residenziale e la vita quotidiana; i culti e gli edifici religiosi; i monumenti funerari e le necropoli; la fine del mondo romano e il passaggio all'alto-medioevo.

All'interno della Sezione Romana si ritrovano alcune eccellenze, come il celebre Fegato di Piacenza o l'imponente statua panneggiata firmata dallo scultore ateniese Kleoménes, entrambe valorizzate dal nuovo allestimento, oltre ad alcuni importanti reperti inediti in grado di restituire il volto della città e di ricostruire la vita nella Placentia romana.

Tra questi anche uno straordinario letto funerario, ricostruito in legno e con un rivestimento in osso bovino di gusto ellenistico, che faceva parte degli arredi della tomba rinvenuta nella zona di Cantone del Cristo durante gli scavi per la costruzione di un nuovo reparto dell'ospedale Guglielmo da Saliceto e le Antefisse, ovvero gli elementi decorativi finali delle tegole dei templi, di cultura ellenistico-orientale, rinvenute nel 1947 e nel 2000, che hanno permesso di ricostruire l'apparato ornamentale di un tempio, probabilmente posto nella parte settentrionale di Piacenza colonia romana.

Nella sala dedicata alla domus romana si possono ammirare eleganti mosaici pavimentali e oggetti di uso quotidiano, come frammenti di mobilio e lucerne, strumenti per la scrittura, balsamari per unguenti e profumi, contenitori per il trucco e ornamenti personali, attrezzi per la cura della casa, la filatura e la tessitura, resti dei giochi da tavolo, tra cui una scacchiera del II-III secolo d.C. in terracotta.

Anche i monumenti funebri testimoniano con la loro dimensione e la ricchezza degli apparati il rango dei defunti; ad esempio, è esposta una Sfinge alata, elemento decorativo di un monumento funerario a edicola, sicuramente appartenuto a una famiglia eminente.

Interessanti anche i reperti dell'ultima sala che testimoniano il passaggio della città alla dominazione longobarda, tra cui un tremisse in oro - moneta del tardo impero romano - coniato a Piacenza tra il 712 e il 744 durante il regno di Liutprando. La nuova Sezione Romana del Museo archeologico di Palazzo Farnese è parte del progetto di Piacenza 2020/21, il calendario di eventi culturali, promosso dal Comune di Piacenza, dalla Fondazione. 

Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione dei sotterranei di Palazzo Farnese e l'allestimento della nuova Sezione archeologica romana sono stati possibili grazie ai fondi europei stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, a cui il Comune di Piacenza ha aggiunto ulteriori proprie risorse; coordinato da un Comitato Scientifico, il progetto è stato realizzato in stretta e costante sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza.

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Maggio 2021 09:47


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