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Uno scherzo architettato dal celebre critico prima dell’inaugurazione dell’esposizione, con la complicità dell’artista stesso, dopo una polemica sorta con il sindaco di Firenze Dario Nardella

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Il critico d'arte ha anche anticipato che Nicola Filotesio, detto Cola dell'Amatrice, sarà al centro di una grande esposizione tesa a ricordare la memoria storica e culturale della città laziale colpita dal sisma

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ROMA  - Terminata la #missionemonnalisa che altro non era che una operazione pubblicitaria. Vittorio Sgarbi ha infatti svelato che in realtà l'operazione mediatica legata al dipinto di Leonardo era solo una trovata pubblicitaria per una nota casa automobilistica francese. Ha quindi postato un nuovo video, sul suo profilo facebook, in cui appare nel cortile del Louvre. Qui Sgarbi afferma: "Vi avevo promesso che avrei riportato in Italia un capolavoro e invece ve ne ho portati due". A questo punto l'inquadratura si allarga e svela due nuovi modelli di automobili che Sgarbi presenta come realizzati "in edizione speciale Monna Lisa". Insomma tutto qui?

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Nel frattempo il ricercatore Silvano Vinceti in un comunicato commenta l’impresa: “Sgarbi vittima di un colpo di sole”

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Il noto critco d'arte ha pubblicato un secondo video sul profilo di Facebook in cui è in viaggio in auto per andare a prendere il dipinto di Leonardo

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La passerella è stata presa d'assalto dopo l'inaugurazione e l'artista ha specificato "Dovete avere pazienza, se avete fretta non venite a visitarla". Intanto l'opera è stata criticata sia da Vittorio Sgarbi che da Philippe Daverio

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VENEZIA - Il Tribunale ha accolto il ricorso degli avvocati di Vittorio Sgarbi e per questo motivo, come rende noto l’ufficio stampa del critico d’arte, verrà riammesso nei ruoli della Sovrintendenza di Venezia.  

Sgarbi - ricorda la nota - si era dimesso nel settembre 2014 per evitare una procedura di licenziamento minacciata dal ministero per via di una controversia legata alla sua aspettativa in qualità di ispettore della Soprintendenza di Venezia, incarico ricoperto dal 1974 (e dal 1989-1990 in poi in aspettativa senza assegni per mandato elettorale)". “Le dimissioni di Sgarbi, in realtà mai formalizzate, furono una reazione all'onta del procedimento disciplinare minacciato dal ministero dei Beni Culturali; quest'ultimo avviò il procedimento perché Sgarbi presentò la richiesta di aspettativa con dieci giorni di ritardo" - conclude la nota. 

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Mercoledì, 27 Gennaio 2016 11:30

Statue coperte ai Capitolini, ancora polemiche

Vittorio Sgarbi: "mettere dei pannelli a coprire i nudi segna un abisso culturale, ridicolo e tra l'altro inutile

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