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A sei mesi dal lancio i canali social si sono rivelati fondamentali per comunicare in tempi veloci  le varie attività della Soprintendenza puntando a coinvolgere fasce trasversali di pubblico di ogni età, provenienza e background culturale

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L'iniziativa realizzata in collaborazione con la Scabec, comprendente cinque siti, ha coperto i mesi estivi da giugno a settembre con 82 serate e 22mila partecipanti

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La mostra inaugurata il 5 marzo scorso avrebbe dovuto chiudere il 4 settembre. Ad oggi sono stati oltre 186mila i visitatori 

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Il documentario di 65 minuti, racconta come morirono gli abitanti della città sommersa dalla lava del Vesuvio, grazie alle nuove tecnologie

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Gli orari di accesso a tutti  i siti saranno i seguenti: 8,30 - 19,30 (ultimo ingresso ore 18,00). Anche gli scavi di Pompei apriranno alle ore 8,30, come già il sabato e la domenica, per venire incontro agli alti flussi turistici

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Anche Ercolano, i Templi di Paestum, e la villa romana di Minora tra i luoghi accesi da "Campania by night" con spettacoli, visite e performance fino al 17 settembre

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Alma Mater è stato l'unico Ateneo insieme a quello di Salerno a vincere la Convenzione di ricerca attraverso la quale amplierà l'impegno in una delle aree archeologiche più importanti

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Gli scavi condotti dalla Soprintendenza di Pompei con l’Ecole française hanno riportato alla luce un corredo funerario completo da sei vasi a vernice nera ma anche quattro scheletri di giovani in fuga durante l'eruzione del 79 d.C.

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A meno di un mese dal concerto di David Gilmour a Pompei, 250 scatti nelle gallerie sotterranee dell'Anfiteatro romano ricordano il celebre concerto della band tenuto nel 1971

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POMPEI - I giardinieri oppure tecnici della manutenzione dell'area archeologica. Massimo Osanna, il soprintendente di Pompei, vede così la possibilità di utilizzare i profughi in arrivo dalle zone di guerra. 

Ha lanciato questa proposta nel corso della manifestazione "Patto di amicizia tra Pompei e Nola". «Affidatemi i profughi, offrirò loro un lavoro» ha affermato.  «In Italia arrivano centinaia di profughi laureati e con specifiche professionalità che percepiscono sussidi senza lavorare. Perché non impiegarli nei beni culturali?». Ma con quali mansioni? «Potrebbero fare i giardinieri oppure occuparsi della manutenzione ordinaria dell’area archeologica».

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