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Giovedì, 07 Febbraio 2019 16:10

Firenze. Torna nella basilica di San Lorenzo, dopo un accurato restauro, la tavola quattrocentesca con Sant'Antonio Abate

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L'intervento è stato realizzato grazie alla donazione dei Friends of Florence. L’opera, attribuita al Maestro del Tondo Borghese, presentava numerosi problemi conservativi e disordine estetico legate alle puliture del passato

La tavola dopo il restauro. Courtesy Friends of Florence La tavola dopo il restauro. Courtesy Friends of Florence

FIRENZE - E’ stata restaurata, grazie al supporto di Friends of Florence, la tavola attribuita al cosiddetto Maestro del Tondo Borghese, che prende il nome da un tondo con la Sacra Famiglia della Galleria Borghese di Roma. 

L’intervento, lungo e complesso, è stato realizzato da Lucia Biondi, sotto la direzione di Monica Bietti, funzionario per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Lo studio dell'opera è stato condotto da Nicoletta Pons che ha approfondito alcuni aspetti storico-artistici utili alla sua conoscenza e comprensione. 

L’opera raffigura Sant'Antonio Abate in trono tra San Leonardo, nelle sembianze di un giovane diacono che regge le tenaglie che liberavano dalle manette i carcerati e San Giuliano ospitaliere, in veste di cavaliere con la spada. Storie dei tre santi si leggono nella predella con Sant'Antonio scappa dalla tentazione del monte d'oro al centro, San Leonardo che libera i carcerati a sinistra e San Giuliano che uccide per sbaglio i genitori a destra.

L’intervento di restauro è cominciato nell’ottobre del 2017. La tavola presentava una serie di problematiche non da poco che hanno spinto i restauratori ad agire tempestivamente. Il primo problema affrontato è stato sicuramente l’attacco di insetti del legno, dimostrato dai numerosi fori di uscita presenti sulla superficie dipinta e l'estrema fragilità della pellicola pittorica che si era sollevata in una serie di bolle e crestine diffuse su tutta la superficie. Ma oltre a problemi di carattere prettamente conservativo, l’opera ne presentava anche altri di ordine estetico, legati alle incaute puliture del passato, che avevano impoverito la pittura, e all’alterazione della vernice e dei ritocchi dell'ultimo restauro, effettuato nei laboratori della Vecchia Posta agli Uffizi nel 1953. 

I restauratori hanno dunque agito in primo luogo disinfestando il supporto in legno mediante anossia, in seguito è stata asportata la vernice ingiallita insieme ai ritocchi scuriti. Il lavoro è stato poi completato da fermatura, stuccatura e restauro pittorico. 

E’ stato poi eseguito il recupero della grande cornice all'antica, pesantemente ridipinta di colore grigio per imitare l'architettura della chiesa in pietra serena. La complessa pulitura ha permesso di recuperare la decorazione sottostante, frammentaria ma preziosa, a base di azzurrite e foglia d'oro zecchino, che è stata quindi completata con gli stessi materiali, per riconsegnare l'opera alla cappella in tutta la sua importanza di pala rinascimentale. 

"Un'altra opera restaurata dai Friends of Florence ritorna nella splendida basilica di San Lorenzo - ha dichiarato la presidente dell'associazione di mecenati italoamericani, Simonetta Brandolini d'Adda - Siamo molto felici di aver contribuito a un recupero conservativo che ha consentito di aggiungere nuove informazioni utili a una maggiore conoscenza del manufatto e dell'artista. Il compito della nostra fondazione è proprio collaborare con le istituzioni e i professionisti per consentire alle generazioni presenti e future di fruire di questo patrimonio e crescere nei valori della cultura occidentale". 

Ultima modifica il Giovedì, 07 Febbraio 2019 16:34


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