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Mercoledì, 02 Gennaio 2019 13:14

Concluso il restauro dell’Altare dei Santi Pietro e Paolo nella Cattedrale di Siena

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L’altare, opera dello scalpellino senese Antonio di Carlo Fancelli, risale alla metà del XVII secolo. I lavori, iniziati a giugno e finiti nei giorni scorsi, hanno interessato  il materiale lapideo, i consolidamenti delle strutture lignee e la tela che rappresenta la Vergine Maria Assunta in cielo 

SIENA - Si sono conclusi nei giorni scorsi, a Siena, i lavori di restauro dell’Altare dei Santi Pietro e Paolo, posto nella navata sinistra della Cattedrale all’altezza del pulpito di Nicola Pisano. Gli interventi iniziati a giugno sono stati diretti da Claudio Pistolozzi, capo dell'area tecnica dell'Opera della Metropolitana e dal direttore scientifico Alessandro Bagnoli, funzionario della Soprintendenza, che si sono avvalsi della consulenza dell'Università degli Studi di Siena. Il restauro ha interessato il materiale lapideo, i consolidamenti delle strutture lignee, la tela che rappresenta la Vergine Maria Assunta in cielo con i Santi Pietro e Paolo, con sullo sfondo la scena di un miracolo compiuto da Pietro in Antiochia. Questo dipinto fu realizzato dal pittore veneziano Salvatore di Pietro Fontana ma, a causa di una diatriba sorta tra il Camarlengo della Congregazione di San Pietro e l’artista, questi non completò il quadro e dopo qualche anno venne chiamato Raffaello Vanni per terminarlo e riadattarlo al nuovo altare. 

L’altare, opera dello scalpellino senese Antonio di Carlo Fancelli e risalente alla metà del XVII secolo,  viene così descritto nel 1655 da Alfonso Landi, Professore di “Humanitas” nello Studio Senese, autore del celebre “Il racconto del Duomo di Siena”, la prima vera guida delle opere presenti nella cattedrale: “la pietra bianca è nostrana, i ripieni de’ piedistalli in faccia sono d’alabastro di Castelnuovo dell’Abate [….], i ripieni de’ piedistalli de’ fianchi, il telaio del quadro, et i pilastrini di fuore sono di pietre miste bianche, e nere di Montepulciano [….]; la faccia, che recinge tutto l’altare sotto a le colonne, et il fregio sopra l’architrave è di rosso, e di bianco di Francia [….] sotto alla quale mensa [….] vi è un sessangolo di forma longa d’alabastro di Castelnuovo [….]”.

Il 2018 ha visto anche la conclusione dei lavori di restauro del pulpito di Nicola Pisano, il recupero delle “Teste grandi” per la facciata del Battistero, esposte nella mostra “Maestri a rischio” allestita nella c.d. Cripta, la messa in sicurezza della tettoia ed il restauro della facciata della Chiesa delle Carceri di Sant’Ansano in via San Quirico, le attività di monitoraggio di tutte le opere sospese del Complesso Monumentale eseguito con l’ausilio di droni e l’intervento degli esperti di EdiliziAcrobatica. Sono invece tuttora in corso le attività di restauro degli arredi lignei della Libreria Piccolomini, affidate alle maestranze di Opera della Metropolitana, e dell’immobile di Via Monna Agnese 13, che dovrebbero concludersi a primavera. 

Per l’anno 2019 vengono previsti investimenti per circa 3,7 milioni di euro, finalizzati alla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio e rientranti in progetti, alcuni di durata pluriennale. 

Ultima modifica il Mercoledì, 02 Gennaio 2019 14:55



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