IMG_4882.JPG

Giovedì, 04 Ottobre 2018 15:34

Una mecenate dona un milione di dollari per i restauri a Palazzo Pitti di Firenze

Scritto da 

Veronica Atkins, esponente di spicco dei Friends of the Uffizi, ha elargito la somma che sarà utilizzata per il restauro della Sala di Bona, decorata da Bernardino Poccetti. L'intervento sarà eseguito dall'Opificio delle Pietre Dure

Sala Bona di Palazzo Pitti Sala Bona di Palazzo Pitti

FIRENZE - Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ha reso noto il dono di un milione di dollari a beneficio del complesso museale da parte di Veronica Atkins, esponente di spicco dei Friends of the Uffizi, l'associazione americana no-profit consorella degli Amici degli Uffizi.

La mecenate, vedova del cardiologo di fama internazionale Robert C. Atkins, è una nota filantropa che ha  fatto del supporto alle arti e alle attività culturali la chiave di volta della sua attività.

Veronica Atkins è presidente del consiglio di amministrazione del Parrish Art Museum di Water Mill a New York, capo della Dr. Robert C. and Veronica Atkins Foundation nonché dell'Atkins Young Artists Program, Inc. E' stata inoltre riconosciuta dalla rivista "Business Week" tra i 50 maggiori benefattori in America, ed è stata inclusa da "Newsweek" nell'"All Star Team" dei filantropi.

Non è la prima volta, inoltre, che la mecenate si adoperi in importanti elargizioni a favore degli Uffizi. 

Ha spiegato Schmidt: "Questo suo ulteriore, generosissimo gesto nei confronti delle nostre Gallerie ci permette di affrontare il restauro di un'opera che da tempo era rimasta negletta, riproponendola all'apprezzamento del pubblico”.

Buona parte della somma elargita verrà destinata al restauro di uno dei suggestivi ambienti di Palazzo Pitti: la cosiddetta Sala di Bona, una delle più antiche negli ambienti storici dell'intero complesso, che aveva probabilmente la funzione di anticamera, ovvero la stanza dove si sostava in attesa di essere presentati al Granduca.

Il ciclo di pitture murali che riveste tutte le superfici architettoniche della Sala è il pittore fiorentino Bernardino Poccetti (1548-1612), allievo di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, che insieme ai suoi collaboratori concluse l'opera presumibilmente prima delle nozze di Cosimo II e Maria Maddalena d'Austria (ottobre 1608). Ideatore del programma iconografico fu Benedetto Buonmattei, sacerdote e accademico della Crusca. 

Attualmente le pitture appaiono offuscate ed alterate da uno spesso strato di fissativo di restauro, ingiallitosi e scuritosi nel tempo. Per cuiil restauro intende innnanzi tutto far rivivere le tinte più chiare e brillanti utilizzate dall'artista. Si procederà inoltre a risolvere altri fenomeni di degrado, tra i quali l'esfoliazione del colore nelle campiture della volta e diffusi fenomeni di distacco degli intonaci. 

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, ha affermato: "questi episodi di rara generosità segnano una svolta non solo nella storia delle Gallerie degli Uffizi, ma anche della città. Molti fiorentini non conoscono la Sala di Bona, un vero gioiello incastonato tra gli ambienti di Palazzo Pitti, perché le condizioni attuali non permettono di ammirare appieno le scene raffigurate sulle pareti. Grazie a questa donazione e ai restauri che l'Opificio delle Pietre Dure - un'eccellenza fiorentina nel campo - potrà finalmente intraprendere, tutti potranno apprezzare non solo la grandezza di un pittore come Bernardino Poccetti, ma anche conoscere episodi fondamentali della storia medicea. Questo esempio interessantissimo della pittura di primo Seicento torna ora a rivivere grazie alla generosità di una donatrice straniera, a riprova che l'arte è patrimonio universale, che le Gallerie degli Uffizi sono custodi di un immenso tesoro, e che ad ogni latitudine si sente il richiamo a proteggerlo". 

"Tra i Friends of the Uffizi - ha aggiuntoMaria Vittoria Colonna Rimbotti, presidente degli Amici degli Uffizi e dei Friends of the Uffizi - la signora Veronica Atkins rappresenta per me l'esempio più emblematico e virtuoso del vero mecenatismo, nato da noi nel Rinascimento, ma molto più sentito negli Usa. Forse è merito della lunga pratica della defiscalizzazione applicata in America, che ha svolto una funzione educativa e di sensibilizzazione: di fatto devo riconoscere che i donatori e sostenitori americani sono molto attenti e interessati al valore artistico dei restauri, piuttosto che al ritorno dell'immagine pubblicitaria". 

Ultima modifica il Giovedì, 04 Ottobre 2018 16:05



IMG_4884.JPG

Flash News

Mostre*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio