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Mercoledì, 27 Gennaio 2021 17:36

Sotto la seicentesca "Madonna del latte" di Murillo, della Galleria Corsini, scoperto un altro dipinto

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"Il riuso delle tele non è una novità, ma qui l'eccezionalità sta nell'impiego di parti di una figura precedente riusate come base per il nuovo quadro" - spiega Alessandro Cosma, curatore delle Gallerie e responsabile dell'intervento

Bartolomé Esteban Murillo, Madonna del latte 1675 ca. Bartolomé Esteban Murillo, Madonna del latte 1675 ca.

ROMA - Durante le indagini diagnostiche, nel corso delle prime fasi di restauro della “Madonna del latte” di Bartolomé Esteban Murillo (Siviglia 1617- Cadice 1682), nota anche come “Madonna zingara” e conservata alla Galleria Corsini di Roma, è apparsa la figura di un santo, quasi sicuramente di un San Francesco in preghiera. 

Il restauro - spiega una nota  - è stato avviato nell’ottobre scorso dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica, di cui fa parte la Galleria Corsini insieme a Palazzo Barberini, grazie ai fondi museali e al contributo dei proventi raccolti con la vendita del Vino Civitas, iniziativa promossa dall'Associazione Civita in collaborazione con la Tenuta Caparzo di Montalcino. 

Il dipinto era uno dei più ammirati nell'Ottocento dai visitatori che frequentavano la Galleria Corsini, tanto che scrittore Gustave Flaubert, restandone ammaliato, nel 1851 scrisse: "Sono innamorato della Vergine di Murillo della Galleria Corsini. La sua testa mi perseguita e i suoi occhi continuano a passarmi davanti come due lanterne danzanti". 

L’attuale restauro della tela, portato avanti da Alessandra Percoco, del laboratorio di restauro delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, diretto da Chiara Merucci, è il terzo intervento documentato, dopo alcuni lavori ottocenteschi e un restauro degli anni Novanta del Novecento.

Al momento il dipinto è stato sottoposto a una serie di indagini diagnostiche non invasive: radiografia, riflettografia IR, analisi multispettrali, fluorescenza a raggi X (XRF) e a un'accurata opera di pulitura per rimuovere le vernici ossidate e vecchi ritocchi. Sono stati effettuati anche alcuni prelievi per effettuare analisi stratigrafiche sull'opera. 

La scoperta di una figura sottostante quella della Madonna risulta eclatante, non tanto per il riuso della tela che - come spiega Alessandro Cosma, curatore delle Gallerie e responsabile dell'intervento - era una pratica piuttosto diffusa, ma per “l’impiego di parti appartenenti a una figura precedente riusate come base per il nuovo quadro, come le pieghe del saio del santo che formano il panneggio della gamba della Madonna’’. 

Tutte le scoperte e le novità sulla tela saranno oggetto di una presentazione a Palazzo Barberini nell'aprile di quest'anno.

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Gennaio 2021 17:46
Redazione

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