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Venerdì, 19 Giugno 2020 12:07

Firenze, prende il via il restauro delle sei lunette del Chiostro grande di Santa Maria Novella

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Danneggiate durante  l'alluvione dell'Arno del 1966, verrano  restaurate nell’ambito del progetto Florence I Care, che dal 2011 il Comune di Firenze porta avanti con successo e che consiste nella ricerca di sponsor per finanziare interventi di restauro su beni culturali cittadini

FIRENZE -  Al via il progetto di restauro delle sei lunette contenute nel lato est del Chiostro grande di Santa Maria Novella, inclusi i cinque ritratti di monaci domenicani situati nella volta a crociera sotto i capitelli presenti tra le lunette, e la prima lunetta d'angolo del lato sud.

Le lunette vennero pesantemente danneggiate durante l'alluvione dell'Arno del 1966. L’intervento, che prevede anche una nuova illuminazione, è finanziatodalla società Rigoni di Asiago accompagnata da Fondaco srl, società nel settore della consulenza e strategia nella comunicazione associata al recupero e al restauro di opere d'arte e dei beni culturali.

"Siamo molto contenti di realizzare il quarto intervento a Firenze grazie a Rigoni di Asiago - dichiara Enrico Bressan, presidente di Fondaco Italia - e consolidare la collaborazione con il Comune in questo momento di profondo cambiamento e di grande difficoltà che colpisce tutti. Per questo il restauro assume un significato ancor più importante perché ricco di energia e di positività grazie all'impegno e alla sensibilità di una famiglia di imprenditori che crede nell'Italia e nel valore del suo immenso patrimonio artistico in questa sorta di ''Grand Tour'' iniziato nel 2015. Un segnale forte che auspico possa essere di stimolo per altre imprese e costruire, in particolare con i giovani, un rinnovato spirito di appartenenza. Desidero ringraziare il Comune di Firenze e la Soprintendenza per la puntuale disponibilità e collaborazione e Rigoni di Asiago per aver rinnovato la fiducia nel nostro operato".

"Con questa iniziativa di responsabilità sociale d'impresa - sottolinea Andrea Rigoni, amministratore delegato di Rigoni di Asiago - vogliamo contribuire a valorizzare un luogo di estrema bellezza e ricco di storia che concorre a rendere splendida Firenze. Diamo avvio al progetto in uno dei momenti più difficili per il nostro Paese. Mi piace condividere con voi questo momento con l'augurio che possa rappresentare un segnale di positività che parta dalla Capitale del Rinascimento e che leghi le logiche imprenditoriali a quelle della cultura in modo che si traducano in una reciproca forza. Desidero ringraziare il Comune di Firenze, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Firenze e Fondaco Italia per aver reso possibile la nostra partecipazione all'iniziativa che, oltre a consentirci di consolidare il nostro rapporto con l'arte, la cultura e la formazione, ci permette di coinvolgere anche Firenze"

"La quinta tappa di questo nostro progetto 'La natura nel cuore di …' che abbiamo iniziato nel 2015 - conclude Rigoni - da Milano a Venezia, Roma e Matera ed arrivare oggi a Firenze, conferma, che la collaborazione fra l'azienda e il nostro patrimonio culturale offre sempre grandi opportunità e stimoli. Ci ha entusiasmato l'idea di poter contribuire a valorizzare questo luogo ricco di storia, di arte e di spiritualità che deve tornare prima possibile ad essere ammirato dai visitatori di tutto il Mondo".

“In un momento difficile per tutto il settore della cultura - spiega il sindaco Dario Nardella - fa particolarmente piacere vedere che alcune realtà private, che tra l'altro ci hanno già sostenuto in passato, hanno ancora interesse, voglia e passione nell'investire nel sostegno al nostro patrimonio artistico e culturale. Il Comune, fortemente penalizzato dalla pandemia, è lieto che possa continuare questo virtuoso rapporto tra pubblico e privato che ci consente non solo di proteggere ma di valorizzare ed esaltare i nostri monumenti”.

“Proprio nelle scorse settimane - aggiunge l'assessore alla cultura Tommaso Sacchi - ho chiesto, insieme ad altri assessori alla cultura delle più importanti città italiane, di estendere ulteriormente lo strumento dell'Art Bonus, che ha dimostrato in questi anni di sapere raccogliere e consentire di ottimizzare per l'ambito del restauro di opere e monumenti storici, svariati milioni di euro. Aumentare la possibilità di sponsorizzazioni e donazioni defiscalizzate in regime Art Bonus al numero più ampio possibile di iniziative e investimenti culturali potrebbe essere davvero un potente volano per la ripartenza”. 

Il Chiostro 

II Chiostro grande, edificato dal 1340 al 1360, fa parte del convento di Santa Maria Novella ed è il più grande chiostro della città. La sua grandezza riflette la grandezza e la maestosità dell'Ordine dei Domenicani attraverso gli affreschi presenti attribuiti ad alcuni dei maggiori artisti fiorentini della fine del cinquecento. Negli anni 1562-1592 l'architetto Giulio Parigi, su committenza di Eleonora da Toledo, moglie del Granduca Cosimo I, procedette alla decorazione ad affresco commissionando i lavori a vari artisti dell'epoca come Bernardino Poccetti, Santi di Tito, Ludovico Cigoli e Alessandro Allori.  Nel secolo XVIII il Chiostro venne risistemato per quanto riguarda gli elementi lapidei e alcune lunette rimaste vuote vennero dipinte. Dal 1920 il Chiostro faceva parte della scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri ma recentemente, nel 2016, è passato a far parte del Museo di Santa Maria Novella. 

I danni causati dall’alluvione

L'alluvione di Firenze nel 1966 causò danni notevoli di conservazione alle pitture: per cercare di salvarle, queste sono state sottoposte al distacco dalla parete originaria, alla successiva riadesione ad un nuovo supporto e alla ricollocazione in loco. I tagli per la rimozione sono ancora visibili e tutte le scene sono abbastanza impoverite di materia a causa dell'operazione di strappo anche se è probabile che senza questo tipo di intervento le lunette sarebbero pervenute a noi in condizioni molto peggiori. 

Nonostante il susseguirsi di interventi di restauro, l'ambiente favorevole alle correnti e flussi di aria e polveri ha fatto sì che le superfici pittoriche siano state particolarmente propense all'accumulo di sostanze inquinanti che sono penetrate dentro le pitture con conseguente perdita di colore e stuccature incoerenti e malmesse diffuse. Come spesso succede per gli affreschi staccati, si possono notare delle macchie scure che sono dovute alla colla animate non rimossa completamente sulla superficie pittorica che ha causato un attacco di microorganismi.

Pitture murali da restaurare

Lato est

  • Mauro Soderini, “S. Tommaso D’Aquino presenta l’uffizio del Corpus Domini a Urbano IV”
  • Ludovico Buti, “S. Tommaso D’Aquino in Cattedra”
  • Ludovico Cigoli, “S. Vincenzo Ferrer riceve l’abito domenicano”
  • Giovanni Maria Butteri, “Predica di S. Vincenzo Ferrer”
  • Cosimo Gamberucci, “S. Vincenzo Ferrer risana gli infermi”
  • Giovanni Maria Butteri, “Noli me tangere”
  • Cinque ritratti di monaci domenicani

Lato sud

  • Alessandro Fei del Barbiere e Giovanni Maria Butteri, “Ascensione di Cristo; Ferdinando I come David; Francesco I come Isaia”

Il restauro 

L'intervento di restauro prevede il consolidamento della superficie pittorica, la pulitura dai depositi di sporco, inquinanti e materiali incoerenti, la rimozione delle vecchie stuccature e l'applicazione di nuove contro fessurazioni e cadute di intonaco.

I lavori, sotto la direzione dei servizi tecnici e belle arti di Palazzo Vecchio, vengono eseguiti dal Consorzio Edile Restauratori Società Cooperativa a responsabilità limitata di Firenze. L'intervento prevede anche il posizionamento di un nuovo impianto illuminotecnico che verrà realizzato da Enel X.

La fine dei lavori è prevista per dicembre. All'interno del cantiere, attivo da alcuni giorni, è stata predisposta una webcam che consentirà di seguire le varie fasi del restauro sul sito www.skylinewebcams.com.

Ultima modifica il Venerdì, 19 Giugno 2020 16:41


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