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Domenica, 23 Ottobre 2016 11:07

A Roma le pietre "preziose" di Giovanni Kronenberg

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La mostra “Giovanni Kronenberg” ospite della Z2O Sara Zanin Gallery, presenta gli ultimi lavori dell’artista milanese

ROMA - Giovanni Kronenberg espone nove opere che esprimono il significato di una ricerca artistica legata al senso del tempo, alla forma degli elementi naturali, che diventano soggetto delle sue opere, e ai luoghi in cui essi vengono reperiti.

L’artista compie interventi spesso minimi, che traslano i singoli elementi in una diversa dimensione, dove assumono nuove identità. Così accade nell’opera “Untitled”, grande cristallo di rocca, che accoglie il visitatore all’ingresso della galleria. Sul cristallo, smerigliato in forma prismatica, è stata inserita una perla nera barocca a goccia, originaria di Tahiti. Questo tipo di intervento, realizzato con l’ausilio di una maestranza artigiana, ha dato vita a una nuova configurazione  in cui convivono due anatomie differenti, che, compenetrate l’una nell’altra, si sono trasformate in un qualcosa d’indissolubile.

Il titolo “Untitled” accomuna altre quattro opere, due delle quali, una malachite di notevoli dimensioni e un disegno, attendono il visitatore nel secondo spazio della galleria. Entrambi i lavori esprimono la forte attenzione dell’artista alle forme e alle strutture che accomunano gli elementi della natura, comunanza che può identificarsi nel senso di fluidità proprio di queste opere.

Il blocco di malachite, levigato da un intagliatore su progetto dell’artista, rende evidente il movimento interno del minerale. Il disegno, come l’altro presente in mostra, sembra contenere in sé un ritmo simile.

Nel locale più grande della galleria, altri cinque lavori ricevono il visitatore in un’atmosfera rarefatta, quasi a trovarsi in uno spazio alieno, popolato da singolari organismi.

L’ambiente è pervaso da una lieve fragranza di mare, proveniente dall’opera “Escoriazioni antropomorfe 6,7,8,9” composta da quattro  spugne marine, il cui odore si mescola con un’essenza commerciale applicata dall’artista. Nel titolo è possibile individuare il legame tra la caratteristica fisica delle spugne e quella delle abrasioni sul corpo umano. Il riferimento però è anche e soprattutto al luogo di provenienza degli organismi, presi a largo di Lampedusa, territorio che convive da anni con gli sbarchi dei migranti, dove il mare è carico di storie piene di ferite.

Sempre dal mare  proviene il dente di capodoglio protagonista di “Mai menzionato in un tono superiore al sussurro”. Kronenberg ricopre il dente con un leggero strato di fuliggine, ottenuto dal consumarsi di una candela molto grassa. Tutto è lieve in quest’opera e l’allestimento su una piccola mensola, ne aumenta il senso di equilibrio.

In “L’antinomia di Capitan Blicero” un corno d’alce, dalla forma analoga a quella di una mano, viene integrato con un ditale d’argento, che va a rivestire una delle estremità ossee. L’opera è collocata a terra, sullo stesso piano di “Cinetico anche nella stasi” lavoro composto da una bolla di vetro pressata, di fine ‘800, contenente pelle di muflone islandese, inserita dall’artista. I riccioli della lana, compressa all’interno del vetro, innescano un movimento cinetico, amplificato dalla luce che  rifrangendosi determina infiniti bagliori. L’immobilità della bolla è così abitata da un perenne stato di  moto.

L’opera “Parlando sottovoce si attivano stati di coscienza che pensavamo di non avere”  affronta nuovamente il concetto di movimento continuo. Kronenberg inserisce un registratore dentro l’ingranaggio di un torchio per la spremitura di olive, risalente al’700, recuperato a Chiavari. La registrazione vocale manda in loop una comunicazione tra due astronauti. L’artista, che per la prima volta fa convivere forma e suono, punta l’attenzione sull’entità frammentaria, sia della registrazione che dell’ingranaggio. Queste due parti trovano nell’opera uno spazio univoco in cui interagire sinergicamente, andando ad incrementare proprio la dinamica del moto. L’ingranaggio del torchio rimanda alla concentricità e il ripetersi  continuo dello stesso dialogo, risponde al medesimo obiettivo.

Vademecum
Giovanni Kronenberg
“Giovanni Kronenberg”
15 settembre – 8 novembre 2016
Z2O Sara Zanin Gallery
Via della Vetrina, 21 Roma
Orari: da martedì a sabato, dalle 13.00 alle 19.00

Ultima modifica il Domenica, 23 Ottobre 2016 11:50


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