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Giovedì, 20 Ottobre 2016 10:25

Le "Illusioni ottiche" di Diegokoi e Juan Eugenio Ochoa

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Alla White Noise Gallery di Roma tra iperrealismo e dissolvenze, la figura umana vista con gli occhi di due contemporanei

Si intitola "Illusioni ottiche" la mostra curata da Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, che vede esposte, presso la White Noise Gallery, le opere degli artisti Diegokoi e Juan Eugenio Ochoa.

Entrambi gli artisti, nella loro ricerca, si confrontano con la figura umana, riproducendo la sua immagine attraverso linguaggi  diversi, ma comunque prossimi. L'iperrealismo di Diegokoi, che con il disegno crea quasi delle simulazioni fotografiche, trova infatti un'assonanza con i dipinti di Ochoa, che ha come riferimento base del proprio lavoro delle vecchie fotografie, da cui riprende i soggetti dei suoi quadri. L’aspetto percettivo è, sia per l’uno che per l’altro, molto importante, poiché l’illusione che gli artisti si propongono di creare, sarà l’esito dello stesso fenomeno percettivo che porta a vedere l’immagine.

Le opere di Diegokoi appaiono come frammenti rubati ad una quotidianità privata, inquadrata nel tondo dell'obiettivo di una macchina fotografica che li fissa per sempre. L'occhio è illuso di vedere un certo tipo di realtà, ma la verità è un'altra. Solo l’osservatore attento potrà cogliere i segni che il gesto dell’artista ha lasciato sulla carta e che svelano l’illusione, divenendo una sorta di ponte tra le due realtà.

Il lavoro di Ochoa, illude l’osservatore in altro modo. Guardando le sue opere, si ha la sensazione di trovarsi davanti a immagini del passato, sbiadite ed evanescenti. In realtà, l’artista rielabora delle foto, ponendo l’attenzione su alcuni soggetti, che riproduce con tecnica a olio su tela. Successivamente elimina la pittura tramite l’uso ripetuto di una grossa spazzola. Il risultato sono ritratti leggeri ed eterei, che sembrano essere realizzati mediante velature di colore. La dissolvenza delle opere sembra determinare una discrepanza temporale, per cui ogni figura può essere l’immagine di un ricordo o lo sprazzo di una realtà futura.

La realtà, il tempo, la memoria sono caratteri fondamentali per la ricerca di ciascun artista, entrambi, infatti, si relazionano ad essi per generare altre realtà. Il rapporto con la fotografia implica il confronto con il ricordo, con qualcosa che lo scorrere della vita ha mutato, ma che lo scatto ha fermato per sempre. Ochoa e Diegokoi si confrontano con questi frammenti di tempo, in modo diverso. Il primo si rapporta maggiormente all’identità dei propri cari e comunque a soggetti che popolano l’immaginario del suo passato. Diegokoi lavora in prevalenza su foto realizzate per i fini delle proprie opere. In tutti e due i casi però, gli artisti “trasportano” questi spazi di realtà, in quello dell’opera, permettendo ai soggetti ritratti di vivere di nuovo e ancora.

Nel locale superiore della galleria, le opere dei due artisti sono messe a confronto, i loro mondi comunicano l’un l’altro. Nella project room, i due interagiscono, giocando l’uno con la sensibilità percettiva dell’altro, rendendo il visitatore parte attiva del gioco.

Vademecum

“Illusioni ottiche”
Diegokoi e Juan Eugenio Ochoa
1-10/5/11/2016
White Noise Gallery
Via dei Marsi, 20/22  Roma
Orari: da martedì a sabato, ore 16.00 – 19.00

Ultima modifica il Giovedì, 20 Ottobre 2016 11:38


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