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Mercoledì, 19 Giugno 2019 11:33

“architAMORfosi”, una riflessione sull’architettura di Matteo Galvano. Foto

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Fino all’8 settembre lo spazio Interface HUB/ART  di Milano ospita la mostra dell’artista comasco, a cura di Roberta Macchia e Greta Zuccali. Un progetto che offre una nuova lettura degli spazi urbani partendo dall’analisi degli elementi di carattere architettonico

MILANO - Lo studio degli elementi architettonici incontrati durante i suoi viaggi è il fulcro del lavoro di Matteo Galvano, artista icastico e razionale, noto per la tecnica pittorica con la penna biro. 

La serie “architAMORfosi” (presentata ufficialmente presso il Padiglione Italia durante l’EXPO 2015)  nasce da uno studio realizzato nel 2014, in cui, attraverso disegni realizzati in bianco e nero, Galvano riscrive con il segno della “biro” la sua personale visione dell'architettura urbanistica, suggerendo nuove coordinate spazio-temporali.

Galvano sottolinea così la diversa percezione degli oggetti architettonici che ci circondano e che rappresentano lo sfondo delle nostre vite, astraendoli dal loro contesto quotidiano. Lavori che giocano con il rapporto tra linee rette e curve e che permettono allo spettatore di collocarsi in un unico istante tra città geograficamente distanti tra loro.

Protagonista della mostra è dunquela riflessione sull’architettura, intesa come arte di dare forma agli spazi fruibili dall’uomo - gioca sul contrasto tra la staticità degli edifici e il dinamismo della città. 

Oltre alle opere tradizionali – disegni e bozzetti -  Galvano ha realizzato tre lavori,  esposti per la prima volta in formato 3D. Si tratta dell’edificio che ospita la mostra - Interface HUB, realizzato da Attilio Terragni nel 2012 che incontra il Novocomum di Como, progettato da Giuseppe Terragni alla fine degli anni 20 del ‘900; il monumentale Makedomium di Krusevo che si fonde con il Fiore di Pietra di Mario Botta ed infine l’Arena di Verona che incontra il residence studentesco Tietgen Kollegiet di Copenaghen. 

Per questa sezione 3D l’artista è stato affiancato da Lorenzo Manzoni, co-ideatore e eyewear designer e Riccardo Gatti esperto di modellazione 3D. I progetti sono stati stampati da Sharebot Monza, un’azienda il cui core business si basa sul service 3D, sulla vendita di stampanti 3D Sharebot e sull’assistenza tecnica qualificata ad aziende, professionisti e privati.

L’evento è patrocinato dall’Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Milano.

Vademecum

Interface HUB/ART
Via Privata Passo Pordoi 7/3 - Milano
Opening 13 giugno, dalle ore 18:30 alle 21:00
Apertura al pubblico: dal 14 giugno all’8 settembre 2019
Lunedì – venerdì 9:30 - 12:30 /14:00 - 18:00
Sabato e domenica apertura su appuntamento nella fascia oraria 10-19.
Ingresso gratuito
www.matteogalvano.wixsite.com/artistwww.interface-hub.itwww.interfacefm.com; monza.sharebot.it

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Giugno 2019 11:43


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