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Lunedì, 18 Febbraio 2019 11:00

Kiki Smith, la monografica a Palazzo Pitti

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Fino al 2 giugno 2019, nell’Andito degli Angiolini, ormai consacrato alle grandi protagoniste dell'arte al femminile, la mostra dell’artista statunitense di origine tedesca riunisce una quarantina di opere che offrono un quadro esaustivo della sua produzione degli ultimi vent'anni

Kiki Smith, Earth 2012 - arazzo jacquard (edizione di 10) Edito da Magnolia Editions © Kiki Smith, courtesy dell’artista e di Pace Gallery Kiki Smith, Earth 2012 - arazzo jacquard (edizione di 10) Edito da Magnolia Editions © Kiki Smith, courtesy dell’artista e di Pace Gallery

FIRENZE - Coloratissimi arazzi in cotone jaquard, fragili sculture in bronzo, argento e legno, opere su carta. In tutto sono una quarantina le opere di Kiki Smith ospitate nell’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti fino al prossimo 2 giugno 2019. 

"What I saw on the road" è il titolo della prima monografica in Italia dedicata all'artista, che rivendica con orgoglio un posto nell'arte cosiddetta “femminista”. 

Tematica centrale della ricerca artistica di Kiki Smith è stata fino agli anni novanta la corporeità, e il corpo femminile in particolare, fragile, mortale, spesso lacerato e addirittura smembrato, ma anche eroicamente e fieramente capace di riscatto e ribellione. 

Nella produzione più recente, invece, la riflessione dell’artista si è allargata fino a comprendere ciò che accade fuori dal corpo. Il suo sguardo poetico si è quindi posato sul rapporto tra corpo e mondo e tra uomo, natura e cosmo.

Una “cosmografia contemporanea” - l’ha definita Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi - che “invita a riflettere sulla preziosa vulnerabilità della condizione umana rispetto alla complessità della vita” -  spiega Renata Pintus, co-curatrice della mostra insieme a Schmidt. 

"L'elegantissima grazia di questi ultimi lavori di Kiki, la cui materia spesso fragile e preziosa è una metafora efficace della condizione umana e femminile in particolare, - ha sottolineato Schmidt  - ha come obiettivo altamente etico di ricreare unità e armonia in una realtà che spesso si presenta invece come brutale e dissonante e sprigiona un'energia profondamente rivoluzionaria: è il linguaggio di una nuova, inaspettata, spiazzante pietas".

Ultima modifica il Lunedì, 18 Febbraio 2019 11:21



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