IMG_4882.JPG

Giovedì, 10 Gennaio 2019 11:48

Warhol “l’alchimista degli anni Sessanta” in mostra alla Reggia di Monza. Fotogallery

Scritto da 

Dal 25 gennaio al 28 aprile 2019, una rassegna di 140 opere del padre della Pop Art, prodotta dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e dall’Associazione Culturale Spirale D’Idee, in collaborazione con l’Associazione Culturale Metamorfosi

Liza Minelli, 1978, Screenprint on paper, 121.9x111.7cm Liza Minelli, 1978, Screenprint on paper, 121.9x111.7cm

MONZA - “Una mostra di alto profilo culturale che rientra nel più ampio piano di promozione dell’intero complesso monumentale del Piermarini”.  Così Dario Allevi, Presidente Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, presenta l’esposizione ANDY WARHOL. L’alchimista degli anni Sessanta”, curata da Maurizio Vanni. 

“I beni culturali, patrimonio di tutti i cittadini, per essere valorizzati devono essere ‘aperti’ alla città, anche pensando a soluzioni innovative e partnership con soggetti privati che possano generare nuova economia e turismo di alto valore aggiunto”. - ha sottolineato Allevi. 

Si tratta di una grande mostra, patrocinata dal Comune di Monza e della Regione Lombardia, dedicata a un vero “gigante” dell’arte contemporanea che, come evidenzia il curatore Maurizio Vanni,  “ha rappresentato la figura di un moderno alchimista”. Vanni spiega: “Warhol era un artista che non si accontentava di ciò che veniva definita realtà, cercava una costante trasmutazione della materia nei suoi passaggi dalla fotografia iniziale alla seta (attraverso il processo serigrafico) verso un'ulteriore immagine su tela o su carta così simile, ma al tempo stesso, così difforme dalla precedente. Nelle serie dell'artista americano, la realtà veniva trasformata, fatta rinascere e virare verso qualcosa in cui tutti potevano riconoscersi: l'oggetto quotidiano che alludeva a qualcosa di altro rispetto alla sua funzione consueta pur rimanendo integro e riconoscibile”.

In mostra 140 opere che permettono di immergerci nell’universo creativo del padre della Pop Art, che è stato in grado di indagare l’essenza del cambiamento culturale ed economico maturato proprio in quegli anni. Non vengono dunque trascurati aspetti cruciali dell’epoca che coinvolgono anche la cultura musicale o la rivoluzione sessuale. 

“Viene analizzata non solo la figura dell’artista - ricorda Piero Addis, Direttore Generale della Reggia di Monza - ma anche il rapporto con la società dei consumi e l’evoluzione della cultura americana attraverso una selezione di opere della sua vastissima produzione, affiancate a quelle meno note”. La Pop Art di Andy Wharol, come diceva egli stesso, “è amare le cose. Adoro l’America…le mie immagini rappresentano i prodotti brutalmente impersonali e gli oggetti chiassosamente materialistici che sono le fondamenta dell’America d’oggi. E’ una materializzazione di tutto ciò che si può comprare e vendere, dei simboli concreti ma effimeri che ci fanno vivere”

A dare corpo a questa affermazione nel percorso espositivo è presente, appunto, una specifica sezione dal titolo Il consumismo con gli oggetti del quotidiano e della serialità”.  Warhol, agli inizi della sua carriera, vedeva nell’oggetto di consumo di massa, il simbolo dell’immaginario popolare di cui si nutriva la Pop Art. Le serigrafie delle lattine di zuppa Campbell, del detersivo Brillo e delle banconote di dollari americani, qui esposte, testimoniano appunto questa esigenza di una produzione seriale e la volontà di ripetere i soggetti con rapidità. 

Nella sezione Miti oltre il tempo”,  la serie di opere dedicate a Marilyn Monroe, realizzata dopo la sua morte, utilizzando una foto pubblicitaria in bianco e nero tratta dal film “Niagara”del 1953, s’incontra con la serie "Jackie", che vede protagonista Jacqueline Kennedy durante il funerale del marito John Fitzgerald Kennedy, a sua volta protagonista di "Flash", serie di undici serigrafie che raffigurano la rappresentazione mediatica dell'assassinio del 22 novembre 1963.

La passione di Warhol per la musica viene invece documentata nella sezione Amore per la musica. Da producer a ideatore di cover”. A seguire quella dedicata ai ritratti di "Personaggi celebri" e alla  "Rivoluzione sessuale" di cui Warhol fu testimone e uno dei principali artefici attraverso la famosa serie "Ladies and Gentleman" del 1975. Si aggiungono poi le foto di Makos che ritraggono Warhol in abiti femminili e la proiezione del film Women in revolt del 1971, prodotto da Andy Warhol, girato nella New York del fermento della rivoluzione sessuale e doppiato nella versione italiana da Vladimir Luxuria.

La rassegna è accompagnata da un volume edito da Silvana Editoriale, con la partecipazione della The Andy Warhol Art Works Foundation for the Visual Arts, nel quale sono presenti, oltre ai testi del curatore, di Pietro Folena, di Francesco Gallo Mazzeo,  le testimonianze di Vladimir Luxuria, per gli aspetti legati alla rivoluzione sessuale e dei Nomadi, per quelli connessi alla musica. 

La mostra, dopo Monza, dal 9 maggio al 24 novembre 2019, raggiungerà tre meravigliosi palazzi storici pugliesi: il Castello Normanno Svevo di Mesagne, Palazzo Tanzarella a Ostuni e Palazzo Ducale a Martina Franca, grazie a un progetto di mostra diffusa sul territorio, già precedentemente realizzato da Puglia Mic-Experience e Associazione Metamorfosi, in collaborazione con la Regione Puglia e i comuni di Martina Franca, Mesagne e Ostuni. 

Vademecum

ANDY WARHOL. L’alchimista degli anni Sessanta
Monza, Reggia di Monza Orangerie (viale Brianza, 1)
25 gennaio - 28 aprile 2019
Inaugurazione: giovedì 24 gennaio 2019, ore 18.00
Orari:
Martedì-venerdì, 10.00 - 19.00
Sabato, domenica e festivi, 10.00 - 19.30
Lunedì chiuso
Biglietti:
Intero: €10,00
Ridotto: €8,00 (over 65, ragazzi 7 – 18)
Ridotto convenzioni: €6,00
Gratuito: bambini fino a 6 anni; diversamente abili; giornalisti accreditati, Icom
Info
www.reggiadimonza.it

 

Ultima modifica il Giovedì, 10 Gennaio 2019 12:10



IMG_4884.JPG

Flash News

Attualità*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio