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Giovedì, 22 Novembre 2018 12:23

La collezione del MAXXI in esposizione a Tunisi

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Dal 29 novembre al 31 gennaio 2019, negli spazi del Petit Palais al Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, sarà in mostra una selezione di opere della collezione del museo romano, dopo la prima tappa a Villa Audi - Mosaic Museum di Beirut

Luigi Ontani  Lapsus Lupus   2015 – 2016  mosaico  160 (diametro)  realizzato con  Sara Guberti, Ravenna 2015-2016  Foto di Adil Tarkhaoui   Courtesy the artist    Luigi Ontani Lapsus Lupus 2015 – 2016 mosaico 160 (diametro) realizzato con Sara Guberti, Ravenna 2015-2016 Foto di Adil Tarkhaoui Courtesy the artist

TUNISI -  "Classic Reloaded. Mediterranea", a cura di Bartolomeo Pietromarchi, direttore MAXXI Arte, e Eleonora Farina, è la mostra ospitata dal 29 novembre al Museo Nazionale del Bardo di Tunisi. La collezione del Museo romano, dopo l'esposizione a Villa Audi - Mosaic Museum di Beirut, si ancora una volta ambasciatrice di dialogo tra i popoli e strumento di diplomazia culturale.

Si tratta di un progetto che fa parte del programma culturale di promozione integrata del Maeci "Italia, Culture, Mediterraneo" per i Paesi dell'area del Medio Oriente e del Nord Africa nel 2018, a Tunisi, realizzato in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Tunisia e l'Istituto Italiano di Cultura di Tunisi.

Sono venti le opere di 13 artisti italiani, parte della collezione del MAXXI, che dialogheranno con con le decorazioni ornamentali di influenza tunisina, andalusa e turca del Petit Palais, la villa ottocentesca costruita da Hussein Bey II come regalo per la figlia, successivamente smontata dalla medina e ricostruita al Museo del Bardo. 

In esposizione Senza Titolo di Gino De Dominicis,  Lapsus Lupus di Luigi Ontani, e poi ancora l’installazione di Remo Salvadori La stanza dei verticali,  le sculture di Bruna Esposito, in marmo policromo e scope di bambù. Ci sono gli scatti di Mimmo Jodice che rilegge e fa riprendere vita a sculture, dipinti e mosaici di epoca classica, mentre Flavio Favelli con il collage di tappeti di diversa provenienza che compone Fiori Persiani, riproduce quella cultura di dialogo e d’incontro parte dell’identità mediterranea. 

E ancora le ceramiche di Salvatore Arancio, le opere di Sabrina Mezzaqui che fanno riferimento a una cultura millenaria di altissima qualità artigianale. A un’estetica aniconica e ornamentale di matrice arabo-musulmana si rifà Icosaedro di Pietro Ruffo, mentre le composizioni di Luca Trevisani s’interrogano sulla presenza e sull’assenza, la fragilità e l’equilibrio, binomi sui quali si fonda la scultura classica. 

Il percorso espositivo si conclude con Liliana Moro: il suono del canto di un uccello fischiato dall’artista stessa, che fa da contraltare ai motivi ornamentali delle sale. Due lavori riportano invece al culto dei morti, alle sepolture, agli ipogei: Mother, il fachiro sottoterra di Maurizio Cattelan e Porta addormita di Enzo Cucchi, un quadro scultura con grappoli di teschi, opere capaci di catturare la nostra attenzione e condurci oltre la soglia. 

 

Ultima modifica il Giovedì, 22 Novembre 2018 12:27


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