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Giovedì, 08 Novembre 2018 17:08

L’Arte del Tatuaggio in mostra al Mao di Torino. Fotogallery

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Dal 9 novembre 2018 al 3 marzo 2019, la mostra "TATTOO. L'arte sulla pelle", a cura di Luca Beatrice, attraverso un percorso suggestivo, propone un viaggio e una riflessione sull’uso sociale, culturale e artistico del corpo

TORINO -  Il  tatuaggio è oggi un’abitudine contemporanea, una parte del nostro vivere, una “espressione di quella che Gillo Dorfles avrebbe definito una tra le tante ‘oscillazioni del gusto’”.

Nel passato il tatuaggio è stato una sorta di marchio che identificava sconfitti, schiavi o malfattori, o rievocava la ferocia dei barbari, provocando dunque reazioni contrastanti, con oscillazioni che andavano dal ribrezzo alla fascinazione, sentimento questo che si ampliò nel Settecento, quando i navigatori europei entrarono in contatto con i popoli del sud-est Asiatico e dell’Oceano Pacifico. 

La parola “tattoo”, che ha origine polinesiana (in italiano mediata dal francese tatouage) viene introdotta in occidente dal navigatore James Cook. L’incontro/scontro con queste lontane popolazioni costituisce dunque un momento decisivo nell’elaborazione dell’immaginario nei confronti del tatuaggio e di una tessitura simbolica in cui precipitano insieme esotismo e costruzione culturale del “selvaggio”.

"Il tatuaggio ha rappresentato nei secoli valori e disvalori - ha sottolineato  il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario - marchio d'infamia o segno di bellezza e distinzione, contrapposizione fra selvaggi e civiltà, usato da prostitute e confraternite ecclesiali, ricerca di libertà e momento di espressione". 

La mostra "TATTOO. L'arte sulla pelle", a cura di Luca Beatrice, propone attraverso 180 opere, suddivise in quattro sezioni, un viaggio attraverso i passaggi cruciali che in Occidente hanno portato alla diffusione estensiva del tatuaggio, influenzando fortemente la cultura e l’arte contemporanea.

Artisti contemporanei, tatuatori e tatuati, opere e personaggi del passato si mescolano e dialogano in un percorso suggestivo, che guida il pubblico in un viaggio e una riflessione sull’uso sociale, culturale e artistico del corpo.

In mostra, grazie ai prestiti del Museo delle Civiltà di Roma, si potranno osservare strumenti collegati al tatuaggio provenienti dall’Asia e dall’Oceania, foto storiche scattate dal celebre fotografo Felice Beato nel Giappone degli anni ’60 dell’800 e fotografie, sempre storiche, dei Maori della Nuova Zelanda. A questo si aggiunge una selezione delle stampe del noto artista giapponese Kuniyoshi Utagawa, che nel 1827 pubblica una serie di eroi popolari giapponesi, noti come i 108 eroi suikoden, famosa per essere diventata un riferimento iconografico per i tatuaggi. 

Sono parte integrante dell’esposizione disegni e oggetti provenienti dal museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso e dal museo di Anatomia di Torino. 

Nell’ambito dell’arte contemporanea sono numerosi gli artisti che utilizzano questo mezzo espressivo che non discende solo dalla Performance ma incontra persino il concettuale: il fiammingo Wim Delvoye ha tatuato grossi maiali non destinati all’alimentazione e lasciati morire di vecchiaia; lo spagnolo Santiago Sierra ne fa un uso politico e trasgressivo; il messicano Dr. Lakra si dedica a minuziosi disegni e interventi di street art; l’austriaca Valie Export e la svedese Mary Coble hanno trattato temi legati al femminismo. Tra gli italiani, inoltre, le fotografie ritoccate e decorate da Plinio Martelli, le statue in marmo di Fabio Viale. 

Tra i tatuatori contemporanei sono state scelte immagini dei lavori di grandi professionisti noti proprio per il ruolo cruciale che hanno sulla scena contemporanea e la diffusione della cultura del tatuaggio, da Tin-Tin, a Filip Leu e a Horiyoshi III. Ci sono poi i lavori di altri tatuatori più o meno conosciuti al grande pubblico, sia italiani che stranieri, tra i quali Nicolai Lilin, Gabriele Donnini, Claudia De Sabe, che costituiscono una ristretta rappresentanza di una numerosa, notevole e mutevole comunità di lavoratori del settore.

Fanno da corollario alla mostra una serie di conferenze e workshop. 

Vademecum

MAO Museo d’Arte Orientale - Via San Domenico 11, Torino
Info t. 011.4436927 – e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - sito www.maotorino.it

Facebook MAO. Museo d’Arte Orientale
Orario mar-ven h 10 -18; sab-dom h 11 – 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un'ora prima.
Costo Biglietto mostra:
Intero € 10, ridotto € 8, gratuito Abbonati Musei Torino Piemonte e aventi diritto
Possibilità di biglietto cumulativo Mostra + Museo a tariffa agevolata

 

Ultima modifica il Giovedì, 08 Novembre 2018 18:32



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