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Martedì, 09 Ottobre 2018 18:18

L’action painting di Pollock al Vittoriano. Fotogallery

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Il 10 ottobre apre al pubblico la mostra “POLLOCK e la Scuola di New York” a cura di David Breslin, Carrie Springer e Luca Beatrice. In esposizione circa 50 capolavori, tra cui il celebre "Number 27", la grande e iconica tela di Pollock lunga oltre 3m, equilibrio magistrale fra pennellate di nero e fusione di colori più chiari 

Foto di Gianfranco Fortuna  Foto di Gianfranco Fortuna

ROMA - Action painting, “pittura d’azione”, che sta anche per innovazione, trasformazione, rottura con gli schemi e con il passato.  La mostra ospitata, dal 10 ottobre al 24 febbraio 2019, nell’Ala Brasini del Vittoriano, è un’occasione imperdibile per riscoprire il fascino della cosiddetta Scuola di New York, dell’espressionismo astratto e appunto dell’action painting.

Parole chiavi di questa rassegna sono: anticonformismo, introspezione psicologica e sperimentazione, linee guide queste che accompagnano il visitatore in tutto il percorso espositivo. 

Siamo nell’America dell’immediato dopoguerra, sono gli anni ’50 e in un clima di insurrezione e stravolgimento sociale, l’espressionismo astratto diventa un segno indelebile della cultura pop moderna. Si tratta infatti di un movimento impetuoso, che racchiude una grande varietà di modalità espressive, di umori, di emozioni e sentimenti che lo hanno reso unico nella storia dell’arte.

Jackson Pollock, a cui la rassegna, suddivisa in  sei sezioni, dedica proprio la prima, è l’esempio sintomatico di questa nuova volontà di rottura degli schemi. Come scrive Luca Beatrice, curatore della mostra: “Il mito di Jackson Pollock è alimentato sia dalla fine tragica e annunciata, sia dalla rincorsa al demone dell’autodistruzione che lo inserisce di diritto nella lunga famiglia degli artisti geniali e sregolati - da Caravaggio a Van Gogh, da Modigliani a Jean-Michel Basquiat - idolatrati ancora oggi come rockstar, di cui sono stati autentici precursori, e di quelle figure tormentate, morte giovani,  prima  del  tempo,  uno  su  tutti  James  Dean,  altro  outsider  nell’America  degli  anni Cinquanta, che poco prima di Pollock, il 30 settembre 1955, terminò la propria corsa alla guida della sua Porsche”. Eppure sottolinea Beatrice “sarebbe  però  alquanto  riduttivo  limitare  al  dato  biografico  l’analisi  di  un  percorso  artistico cominciato già intorno al 1929 quando, ribelle e ingestibile, ha già chiaro in testa che cosa fare in futuro”. D’altra parte è da subito evidente il suo strepitoso e prematuro talento. Pollock è colui che più di tutti gli altri, attraverso il dripping, il largo gesto “gocciolato” rompe gli schemi del quadro da cavalletto. Il pittore fa appunto gocciolare il colore sulla tela e sovrappone colature di diversi colori, senza dunque frapporre tra il colore e il quadro il mezzo del pennello. Le opere eseguite con questo metodo possiedono un’energia, un impulso vitale, un’apertura e un’immediatezza senza pari. 

La mostra, che accoglie uno dei nuclei più preziosi della collezione del Whitney Museum di New York, offre la possibilità di scoprire anche tutti gli altri rappresentati della Scuola di New York, Franz Kline, Robert Motherwell, Willem de Kooning, Mark Rothko. Quest’ultimo si pone agli antipodi rispetto a Pollock. Se Pollock rappresenta la forza, la potenza gestuale, in Rothko si evince invece il pensiero, la lentezza, la meditazione. La scelta cromatica di Rothko è rivolta a suscitare un momento contemplativo, di assoluto silenzio dopo il caos gestuale e segnico dell’Espressionismo astratto.

L’esposizione, sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, la mostra POLLOCK e la Scuola di New York è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con The Whitney Museum of America Art, New York.  Il catalogo è edito da Arthemisia Books.

Foto di Gianfranco Fortuna

Vademecum

Pollock e la Scuola di New York
Complesso del Vittoriano - Ala Brasini
Roma
Date al pubblico
10 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019
Orario apertura
dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30
Venerdì e sabato 9.30 - 22.00
Domenica 9.30 - 20.30
(la biglietteria chiude un'ora prima)
Aperture straordinarie
Giovedì 1 novembre 9.30 - 20.30
Sabato 8 dicembre 9.30 - 22.00
Lunedì 24 dicembre 9.30 - 15.30
Martedì 25 dicembre 15.30 - 20.30
Mercoledì 26 dicembre 9.30 - 20.30
Lunedì 31 dicembre 9.30 - 15.30
Martedì 1 gennaio 15.30 - 19.30
Domenica 6 gennaio 9.30 - 20.30 (la biglietteria chiude un'ora prima)
Biglietti
Intero € 15,00 (audioguida inclusa)
Ridotto € 13,00 (audioguida inclusa)

Informazioni e prenotazioni
T. + 39 06 87 15 111
www.ilvittoriano.com

Hashtag ufficiale
#MostraPollock

 

 

Ultima modifica il Martedì, 09 Ottobre 2018 19:35



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