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Martedì, 09 Ottobre 2018 15:58

Galleria degli Uffizi, Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna

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Dal 9 ottobre al 2 dicembre 2018, nella sala Edoardo Detti del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe è ospitata una esposizione che propone un'indagine sui complessi rapporti fra l'artista e storiografo aretino e gli artisti a lui contemporanei al di là degli Appennini

Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (Parma, 1503 - Casalmaggiore, 1540) Una fanciulla che suona una viola e due putti che giocano con un agnello 1521-1524 ca. pietra rossa, penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, carta Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Gallerie degli Uffizi, Firenze Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (Parma, 1503 - Casalmaggiore, 1540) Una fanciulla che suona una viola e due putti che giocano con un agnello 1521-1524 ca. pietra rossa, penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, carta Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Gallerie degli Uffizi, Firenze

FIRENZE - D’odio e d’amore – Giorgio Vasari e gli artisti a Bologna è la mostra curata da Marzia Faietti e Michele Grasso che, attraverso una selezione accurata e significativa di disegni e dipinti (prevalentemente attinti dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi),lascia intuire come il giudizio ostile di Vasari – che imputava agli artisti d’oltre Appenino il mancato contatto con opere e materiali dell’arte classica dai quali prendere spunto e ispirazione – era destinato a non durare a lungo.

Si legge nella Vita di Bartolomeo da Bagnacavallo e d’altri Pittori Romagnuoli, tratta dall’edizione del 1568 delle Vite del Vasari: Né è maraviglia che quella d’Amico fusse più pratica che altro, perché si dice che, come persona astratta che egli era e fuor di squadra dall’altre, andò per tutta Italia disegnando e ritraendo ogni cosa di pittura e di rilievo, e così le buone come le cattive… le quali fatiche furono cagione che egli fece quella maniera così pazza e strana”. 

Il “praticaccio inventore” era Amico Aspertini, ma Vasari allarga il suo caustico giudizio a tutti gli altri pittori bolognesi a lui contemporanei definendoli con “il capo pieno di superbia e di fumo”. Non solo: nella Vita di Michelangelo rincara la dose con una velenosa nota per la quale il Buonarroti avrebbe lasciato Bologna, dopo solo un anno di permanenza, perché lì “perdeva tempo”. 

Termini meno duri sono utilizzati nei confronti del Correggio, mentre verso gli artisti della generazione successiva Vasari spende addirittura parole di approvazione. 

Si tratta dunque di una mostra dal taglio inedito, con un tema “sofisticato”, come sottolinea  il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, che spiega: “la mostra affronta con coraggio un tema raro, guidando lo sguardo del visitatore attraverso dipinti e disegni, in un gioco di rimandi tra testo e immagine. È il frutto di anni di studi da parte dei curatori sugli scritti di Vasari e sulle opere, con risultati inediti e scoperte che rivelano la profonda vocazione alla ricerca delle Gallerie degli Uffizi e la loro missione educativa, ai più alti livelli”.

 www.uffizi.it

 

 

Ultima modifica il Martedì, 20 Novembre 2018 11:54



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