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Lunedì, 30 Luglio 2018 13:12

Tabula Picta. Dipinti tra Tardogotico e Rinascimento

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La Galleria Salamon di Milano ospiterà a novembre una raffinata e preziosa mostra, a cura di Matteo Salamon, che presenterà 15 dipinti su tavola, tutti databili tra l’ultimo quarto del Trecento e l’inizio del Cinquecento

Antoniazzo Romano La Vergine e san Giovannino in Adorazione del Bambino, tempera su tavola - particolare Antoniazzo Romano La Vergine e san Giovannino in Adorazione del Bambino, tempera su tavola - particolare

MILANO -  “Tabula Picta. Dipinti tra Tardogotico e Rinascimento” è la mostra che si svolgerà presso la Galleria Salamon, in Palazzo Cicogna a Milano, dal 23 novembre 2018 al 1 febbraio 2019.

Sarà un percorso articolato che, partendo dal Lazio e dalle Marche, e attraversando la Toscana, approderà nel nord est senza tralasciare la Lombardia. 

Le tavole in esposizione documentano un’Italia chiaramente di territori, in cui tutti gli artisti cercano di parlare una stessa lingua pur con inflessioni e sostrati originali e diversi. Il risultato è un importante confronto fra civiltà, che percorrere l’intero Quattrocento: un’epoca che, come sosteneva Roberto Longhi, non vede l’irradiazione di una temperie formale da un ‘centro’ verso tante ‘ periferie” come accade ad esempio in Francia nello stesso periodo – quanto piuttosto la simultanea espressione di lingue differenti.

Tra i Maestri presenti, il fiorentino Niccolò di Pietro Gerini, formatosi alla bottega dell’Orcagna e riferimento, a partire dagli anni ’70 del ‘300, della grande committenza fiorentina. Testimone della maggiore bottega attiva a Roma nella seconda metà del secolo fu invece Antoniazzo Romano, presente in mostra con un capolavoro della fase tarda della sua folgorante carriera. Allievo tra i più dotati del Ghirlandaio, il cosiddetto Maestro dell’Epifania di Fiesole è eccezionalmente presente con dipinto espressione di un linguaggio autonomo, che coglie con straordinaria capacità i dettami del suo maestro insieme al nuovo portato da Botticelli e Jacopo del Sellaio. Allievo, verosimilmente, del Perugino è il Maestro della Lamentazione di Scandicci, qui presente con un capolavoro che si evidenzia per la finezza del brano paesistico.

Come spiega il curatore: “Le opere, tutte di autori italiani, sono accomunate anche da uno straordinario stato di conservazione, il che in un certo senso rappresenta una felice anomalia nell’ambito del collezionismo italiano. Fino a pochi anni fa, a differenza di quanto accadeva nel Regno Unito o negli USA, in Italia si privilegiava la suggestione del nome del grande artista rispetto alla qualità conservativa del dipinto”. 

Elemento che connota le opere selezionate per questa raffinatissima esposizione è la certezza dell’autografia: le attribuzioni, precise e inappuntabili, nascono dalle ricerche e dal contributo degli esperti di riferimento. 

La mostra è accompagnata da un catalogo introdotto da un saggio di Mauro Minardi,  le schede delle opere sono redatte da Federico Giannini, mentre ciascuna opera è accompagnata dalla scheda di conservazione redatta da Carlotta Beccaria. 

Vademecum

Galleria Salamon,
Palazzo Cicogna, I° piano, via San Damiano 2, 20122 Milano
Tel. 02 7602 4638; Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario: dal lunedì al venerdì, 10 – 13 e 15 - 19
Ingresso libero
Catalogo disponibile in galleria

Ultima modifica il Lunedì, 30 Luglio 2018 14:48


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