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Mercoledì, 10 Ottobre 2018 16:10

Alla Galleria Bottegantica di Milano l’arte totale di Giacomo Balla

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Dal 12 ottobre al 2 dicembre 2018 una retrospettiva dedicata a uno dei più importanti e originali esponenti del Futurismo. In esposizione dipinti, bozzetti, progetti, complementi d’arredo e invenzioni che hanno anticipato il moderno design

Giacomo Balla, Paravento, 1916-1917, Due ante dipinte su entrambi i lati, olio su tavola, 124 x 115,5 cm Giacomo Balla, Paravento, 1916-1917, Due ante dipinte su entrambi i lati, olio su tavola, 124 x 115,5 cm

MILANO - Dal quadro al vestito, all’arredamento, al design, al teatro, al cinema, all’architettura, con Giacomo Balla il concetto estetico si espande fino ad approdare a un’idea di “arte totale”.  E questo è ciò che la mostra “GIACOMO BALLA. Ricostruzione futurista dell’universo” alla Galleria Bottegantica di Milano, intende evidenziare.

Una rassegna  a cura di Fabio Benzi, tra i maggiori esperti di Futurismo e in particolar modo di Giacomo Balla, che rende omaggio al grande artista a sessant’anni dalla scomparsa. 

Il percorso espositivo presenta trenta opere di Giacomo Balla e si apre con la sezione che propone alcuni lavori progettuali e una selezione di dipinti, realizzati tra il 1912 e il 1930, tra cui spiccano il Ritratto di Laura Marcucci a un anno, Sala da pranzo, Compenetrazione foglie + cielo + luce, il bozzetto di Sorge l’idea, e si completa con quella dedicata alle arti applicate. 

Qui s’incontrano poi complementi di arredo, come paraventi, disegni per opere di design, come piatti, tappeti, cuscini, creati dopo la pubblicazione del Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo del 1915.

Dopo la sua adesione al Futurismo nel 1910,  Balla infatti comincia a rinnovare il concetto di avanguardia, allargandolo oltre il confine dell’opera pittorica o scultorea, giungendo alla fine a creare un linguaggio radicalmente originale e innovativo. In particolare dopo essere giunto nel 1913 ad una matura ed originalissima versione del Futurismo, con l’elaborazione dei cicli delle Compenetrazioni iridescenti e soprattutto delle Velocità astratte, l’artista sviluppa un linguaggio sempre più autonomo nell’ambito del Futurismo, abbandonando anche la pennellata scomposta (ancora di matrice divisionista) che costituiva l’ultimo legame con quel “complementarismo congenito” enunciato nel Manifesto tecnico della pittura futurista (1910), ancora presente ad esempio nelle Velocità astratte fino al ciclo di Mercurio passa davanti al sole (1914). 

L’adozione innovativa anche di smalti industriali, o di inchiostri lucidi acquerellati, oltre alle tecniche più classiche (olio o tempera), non solo esprime una tensione verso la modernità anche dei materiali, ma conferisce ai dipinti di quel momento una brillantezza cromatica inusitata, realizzando campiture uniformi e sintetiche di colore, forme compenetrate e taglienti di velocità.

La mostra milanese segna anche la nascita Modern / Lab, il format con cui Bottegantica rende omaggio alle principali personalità artistiche del XX secolo.

Completa l’esposizione un catalogo di Bottegantica edizioni, a cura di Fabio Benzi.

Vademecum

GIACOMO BALLA
RICOSTRUZIONE FUTURISTA DELL’UNIVERSO
Milano, Galleria Bottegantica (via A. Manzoni, 45)
12 ottobre | 2 dicembre 2018
Inaugurazione: giovedì 11 ottobre h 18.00
Orari: da martedì alla domenica 10-13; 15-19
Ingresso libero
Visite guidate: su prenotazione, € 5 cad. Gruppi compresi tra le 10 e le 20 persone.
Catalogo Bottegantica edizioni
Info:
(+39) 02 35953308 - (+39) 02 62695489
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www.bottegantica.com

 

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Ottobre 2018 16:54



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