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Venerdì, 06 Aprile 2018 12:58

“Meryt” e “Baby”, le mummie di Rovigo in esposizione a Palazzo Roncale

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Le due mummie,  l’una di una giovane donna, la seconda di un bambino o bambina, emergono dalla teca di cristallo nella quale erano conservate con “Baby” adagiato su “Meryt”. Ora sono state separate e il piccolo giace ai piedi della donna

Meryt e Baby Meryt e Baby

ROVIGO - “Meryt” e “Baby”,  sono questi i nomignoli attributi alle due mummie conservate all’Accademia dei Concordi di Rovigo, che saranno esposte, a partire dal 13 aprile fino al primo luglio, in una mostra a Palazzo Roncale. La mostra comprende i reperti dell’intera Collezione Valsè Pantellini, forte di oltre 500 pezzi.

Le due mummie sono i reperti di punta della collezione Valsè Pantellini. Sono giunte a Rovigo tra il 1878 e il 1879, all’interno di uno dei 5 capienti cassoni zeppi di reperti egizi, in arrivo da Alessandria d’Egitto. Conservate in una teca nella posizione che avevano al loro arrivo dall’Egitto, ovvero con“Baby” adagiato su “Meryt”, quasi come se la donna, anche nell’Oltretomba, volesse proteggere il cucciolo d’uomo, le due mummie sono state ora separate e Baby riposa ai piedi di Meryt. Entrambe sono pronte ad essere separatamente esaminate e studiate.

E’ “probabile” che, dopo il loro arrivo a Rovigo, la mummia di Meryt sia stata manomessa e sbendata, forse per cercare gli amuleti che venivano frapposti tra i resti corporei e le bende. Queste ultime sono srotolate sul fondo della teca, in ordine che appare casule. I resti della ragazza sono ridotti a poco più che uno scheletro contornato da resti di pelle mummificata.  A conservarsi meglio è il volto di Meryt, volto intorno al quale molto lavoreranno gli esperti. Baby conserva ancora la forma di piccola mummia. Verosimilmente non lo si è ritenuto così importante da nascondere dei tesori e non lo si è violato.

Le due mummie saranno oggetto di una campagna diagnostica che prevede la loro la datazione col metodo del carbonio C14, la tomografia computerizzata (TAC), la scansione con laser scanner 3D. 

Verranno impegnate in questi studi diverse istituzioni. Il prelievo dei campioni sarà effettuato negli ambienti dell’Accademia da personale specializzato; subito dopo le mummie saranno trasferite presso la struttura ospedaliera di Santa Maria della Misericordia, per la TAC.
per gli interventi sulle due mummie sono stati mobilitati i maggiori specialisti.
La curatela scientifica è stata affidata al gruppo di lavoro Egitto Veneto, con il coordinamento del prof. Emanuele Ciampini e della dott.ssa Paola Zanovello, che ha studiato e catalogato, negli anni passati, il fondo archeologico dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.
Partner del progetto sono l’Università degli Studi di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia,. Alla ricostruzione tridimensionale dei corpi provvederanno gli specialisti dell’Università di Padova.
Infine sui tessuti delle bende che avvolgono il corpo e su quelli che lo accompagnano, andrà fatta una campagna diagnostica che comprenda la datazione al carbonio e che sarà eseguita dal laboratorio di riferimento del Museo Egizio di Torino.

A conclusione di questa complessa fase di indagine, sarà avviato il restauro di Meryt e Baby. L’intervento è stato affidato a Cinzia Oliva, tra i massimi esperti in Italia del settore, attiva presso il Museo Egizio di Torino. 

Il restauro sarà aperto al pubblico e si svolgerà appunto in Palazzo Roncale, divenendo il fulcro attivo dell'esposizione. 

Oltre alle Mummie, tra i pezzi forti della Collezione va segnalato il celebre cofanetto ligneo per ushabti in forma di sarcofago appartenuto al principe Iahmes Sapair, figlio del faraone della XVII Dinastia Seqenera-Djehuty-Aa. Di rilievo anche il sigillo cilindrico, databile alle prime dinastie, due stipiti di falsa porta in calcare bianco con figure a bassorilievo e due frammenti di stipiti con iscrizioni in calcare bianco, provenienti da una mastaba della V Dinastia, una stele familiare databile al tardo Medio Regno, due frammenti di una grande stele d’Età Ramesside, una serie di bronzetti votivi di divinità e numerose statuine funerarie, tra le quali dodici esemplari databili alla XXV Dinastia o all’Età Napatea. 

Della Collezione potranno essere ammirati inoltre numerosi amuleti risalenti principalmente all’Età Tarda. Tra questi una notevole maschera di sarcofago in legno dipinto, due frammenti di cartonnage di mummia, una statua lignea che raffigura Anubi in forma di sciacallo seduto, una stele policroma lignea di Epoca Tolemaica, una statuetta lignea che raffigura Ptah-Soqar-Wsir e un fragile contenitore per cosmesi a forma di donna.

 

Ultima modifica il Martedì, 10 Aprile 2018 17:07



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