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Martedì, 14 Novembre 2017 15:48

Galleria dell'Accademia, tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento

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La mostra intende illustrare l’importanza dell'arte tessile in quell'epoca sia dal punto di vista economico che nel campo della produzione artistica e nei costumi della società del tempo

FIRENZE - La Galleria dell'Accademia ospiterà, dal 5 dicembre al 18 marzo 2018, "Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura”, l’esposizione ideata e curata dalla direttrice Cecilie Hollberg

A dispetto delle guerre, delle frequenti epidemie, nonché delle crisi finanziarie e dei conflitti sociali, le lussuose stoffe fiorentine riuscirono ad imporsi in tutta Europa nonostante i costi molto alti.  Le grandi corporazioni del settore, della Lana e della Seta, l'Arte di Calimala e di Por Santa Maria, oltre ad essere strutture portanti dell'economia divennero autentici detentori del potere politico nonché straordinari committenti d'arte. 

Gli artigiani e i pittori, in particolare, trovarono ampia ispirazione dalle stoffe e dalla moda del tempo, tanto da ''trasferire'' le lussuose trame dei tessuti nelle tavole e negli affreschi custoditi in città così come sarà possibile riscontrare nelle sfavillanti opere tessute e dipinte che saranno visibili nell'esposizione alla Galleria dell'Accademia. 

Il complesso, affascinante intreccio fra tessuti e dipinti dell'epoca sarà documentato da una serie di importanti dipinti del Due-Trecento.

Tra le opere ci sarà il grande Crocifisso del tardo Duecento appartenente alla Galleria dell'Accademia - restaurato appositamente per la mostra - che testimonierà, con il raffinato motivo decorativo del tabellone centrale, la ricchezza delle stoffe islamiche più antiche, riscontrabili in alcuni tessuti presenti in Spagna alla metà del Trecento. 

In esposizione infine si potrà ammirare anche un eccezionale prestito, un grazioso vestitino in lana proveniente dal National Museum di Copenhagen, confezionato intorno alla metà del XIV secolo per una bimba, recuperato dagli archeologi in Groenlandia. 

Chiude il percorso espositivo il sontuoso piviale del Museo Nazionale del Bargello, che testimonia la stupefacente sfarzosità raggiunta da Firenze nel corso del Quattrocento, nel campo della seta e dei velluti.

Accompagna la mostra un catalogo curato da Cecilie Hollberg edito da Giunti. 

Ultima modifica il Martedì, 14 Novembre 2017 15:55

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