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Martedì, 31 Ottobre 2017 09:58

Bernini alla Galleria Borghese

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L'esposizione, realizzata con la partnership di FENDI, ha come tema conduttore proprio il Museo di Villa Borghese quale scena privilegiata della scultura di Gian Lorenzo Bernini. Suddivisa in otto sezioni tematiche la mostra tratteggia un ritratto ‘a tutto tondo’ del grande scultore

Particolare del David, Gian Lorenzo Bernini copyright Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Galleria Borghese Particolare del David, Gian Lorenzo Bernini copyright Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Galleria Borghese

ROMA - E’ il genio di Gian Lorenzo Bernini al centro della splendida mostra, ospitata a partire dal 1 novembre fino al 4 febbraio 2018, presso la  Galleria Borghese, in occasione dei vent’anni dalla sua riapertura. 

L’esposizione, in continuità con il discorso critico avviato con l’esposizione Bernini Scultore: la nascita del barocco in Casa Borghese, ospitata presso il Museo nel 1998, è stata realizzata grazie al sostegno della casa di moda FENDI, partner istituzionale per i prossimi tre anni.

Il tema conduttore di questa grande mostra, a cura di Andrea Bacchi e Anna Coliva, è la Galleria Borghese quale scena privilegiata della scultura di Gian Lorenzo Bernini: il cardinale Scipione, suo primo committente, lo volle infatti autore di gruppi marmorei autonomi, per dare “figura di immaginazione” allo spazio di ogni stanza; il successivo committente, papa Urbano VIII Barberini, lo volle scultore integrato in una costruzione globale dello spazio, che fosse architettura ma al contempo comprendesse dentro di sé luce, colore, figurazione, illusioni dimensionali e proporzionali.

Articolata in otto sezioni, la mostra pone l’accento sul Bernini scultore di statue che si misura direttamente, e principalmente, con il marmo.  Partendo dall’apprendistato del giovane Bernini, con un focus sulle opere realizzate in stretto dialogo o in diretta collaborazione col padre Pietro, nelle quali emerge da subito la straordinaria padronanza dello scalpello, ereditata proprio da lui, il percorso prosegue con le seguenti sezioni tematiche: La giovinezza e la nascita di un genere: i putti; I gruppi borghesiani; Il restauro dell’antico; I busti; La pittura; Bernini e Luigi XIV; Il mestiere di scultore: i bozzetti. Ogni sezione dedica un approfondimento ad aspetti specifici della sua produzione, in modo da tratteggiare un ritratto completo del geniale artista. 

In occasione della mostra monografica, La Galleria Borghese, insieme a FENDI come partner istituzionale, ha anche presentato il restauro della Santa Bibiana (1624-1626). L’opera ha lasciato per la prima volta nella storia il luogo che la conserva sin dalla sua origine, la chiesa romana omonima nel Rione Esquilino per la quale fu concepita e realizzata da Bernini negli anni 1624-1626. La Santa Bibiana fu infatti commissionata allo scultore nel 1624 da Papa Urbano VIII, per l’altare della Chiesa di Santa Bibiana a Roma, a coronamento dei restauri dell’antico edificio sul Monte Esquilino, in previsione del Giubileo del 1625.

Il cantiere di restauro, che si è svolto dal 4 settembre al 16 ottobre 2017, è rimasto aperto ai visitatori che hanno quindi potuto ammirare l’esecuzione degli interventi sull’opera. Il restauro a cantiere aperto e l’esposizione in mostra dell’opera sono stati realizzati in collaborazione scientifica con Museum of the Bible di Washington D.C.

Ultima modifica il Martedì, 31 Ottobre 2017 10:49

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