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Martedì, 19 Settembre 2017 11:09

A Bellinzona una monografica dedicata a Honoré Daumier

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Attraverso una copiosa quantità e varietà di opere esposte, la mostra permette di ricostruire il percorso creativo dell'artista che, insieme a Gustave Courbet e Jean-François Millet, si colloca tra i pionieri del movimento Realista

Honoré Daumier (Marsiglia 1808 – Valmondois 1879), "Neve, neve vera… non ne ho più vista a Parigi dal 1822… mi ringiovanisce di trent’anni!", litografia, 270 x 201 mm, Attualità, tav. 86, LD/DR 2384, © Collezione Matteo Bianchi e Carolina Leite, Tesserete Honoré Daumier (Marsiglia 1808 – Valmondois 1879), "Neve, neve vera… non ne ho più vista a Parigi dal 1822… mi ringiovanisce di trent’anni!", litografia, 270 x 201 mm, Attualità, tav. 86, LD/DR 2384, © Collezione Matteo Bianchi e Carolina Leite, Tesserete

BELLINZONA - Con oltre 180 opere si è aperta il 16 settembre, al Museo Civico di Villa dei Cedri a Bellinzona in Canton Ticino (Svizzera),  la monografica “Honoré Daumier: attualità e varietà”, a cura di Matteo Bianchi e Carole Haensler Huguet, conservatore del Museo stesso.

Daumier, artista poliedrico, pittore, scultore, litografo, giornalista, si annovera, insieme a  Gustave Courbet e Jean-François Millet, fra i padri del Realismo. E’ infatti la realtà umana il centro di tutta la sua vasta produzione, attraverso la quale ha esplicato la sua azione di “grande divulgatore di idee”. Fra polemica e ironia, utilizzando molteplici linguaggi artistici, Daumier ha affrontano e “commentato”, senza mai soffocare la vena realistica, pur sempre connotata da un giudizio morale, alcuni temi sociali di grande rilevanza dell’epoca, ma che sotto alcuni aspetti appaiono ancora oggi attuali. 

Attraverso un cospicuo corpus di stampe, disegni e sculture, organizzate in sezioni tematiche, il percorso espositivo offre una visione completa ed esaustiva dell’evoluzione creativa e stilistica di Daumier, dagli esordi fino alle ultime litografie. Il tema dominante della mostra rimane sempre quello politico e sociale, con un occhio attento rivolto all’armata dei poveri, alla crescita della classe operaia, ma anche alle innovazioni nella stampa, allo sviluppo urbanistico, al mondo dell’arte e degli artisti.

La mostra rimarrà aperta dino al 7 gennaio 2018.

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Settembre 2017 12:00

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