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Sabato, 27 Maggio 2017 17:45

Treviso. La Belle Epoque in mostra al Museo nazionale Collezione Salce

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Nell’arco di poco meno di un anno saranno circa 300 i pezzi proposti alla visione diretta del pubblico, che potrà ammirare una sorta di antologia della grafica pubblicitaria per come la scelse e la conservò Nando Salce

Giovanni Maria Mataloni, Incandescenza a gas brevetto Auer, 1895, particolare Giovanni Maria Mataloni, Incandescenza a gas brevetto Auer, 1895, particolare

TREVISO - È stato inaugurato a Treviso il nuovo Museo nazionale Collezione Salce, aperto al pubblico a partire dal 27 maggio. Sono 25mila i pezzi in collezione dedicati alla pubblicità. Nell’arco di poco meno di un anno saranno circa 300 quelli proposti alla visione diretta del pubblico, che potrà ammirare una sorta di antologia della grafica pubblicitaria per come la scelse e la conservò Nando Salce, dalla prima giovanile acquisizione del 1895 fino al momento in cui la morte, nel dicembre del 1962, pose fine alla sua appassionata attività di raccolta. 

La prima mostra, dal titolo “Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce”, si articolerà in tre momenti espositivi, organizzati per cronologia: 1. La Belle Epoque, 2. Tra le due guerre, 3. Dal secondo dopoguerra al 1962. 

Come noto La Belle Epoque fu  indiscutibilmente l’age d’or del cartellonismo, di quelle grandi immagini colorate, popolari e amatissime, che tappezzarono i muri delle città e sollecitarono vere e proprie manie, dalla Parigi dei café chantant fino alla provinciale Treviso del giovane Nando Salce.

In mostra si possono ammirare le pattinatrici di Jules Chéret, le ballerine di Leonetto Cappiello, le preziose figure di Alfonse Mucha, le dame alla moda di Terzi, di Villa, di Mazza. Ma non solo. L’esposizione, infatti, propone anche una via tutta italiana dellla cartellonistica, caratterizzata dai decori floreali e i linearismi a colpo di frusta che convivono con figure accademiche di classica memoria, come nel giovane Marcello Dudovich, in Leopoldo Metlicovtz o in Giovanni Maria Mataloni, autore di quel Incandescenza Auer che fu il primo celeberrimo acquisto di Salce. Non mancano poi esempi del più austero ma raffinatissimo, linguaggio germanico, coi capolavori della Secessione Viennese, da Kolo Moser ad Alfred Roller, e con le declinazioni italiane di Magrini, Anichini, Bonazza.

Infine, i manifesti di grande dimensione sono affiancati da materiali diversi presenti in Collezione, come calendari, locandine, latte serigrafate. Una selezione di foto storiche permette, inoltre, di ricostruire i fasti di un’epoca indimenticata e tuttora seducente.

Prossimi appuntamenti:

Tra le due guerre, 14 luglio – 15 ottobre 2017

Dal secondo dopoguerra al 1962, 27 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

Ultima modifica il Sabato, 27 Maggio 2017 18:11


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