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Sabato, 03 Ottobre 2020 17:21

Londra. Inaugurata alla National Gallery la mostra dedicata ad Artemisia Gentileschi

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Sono 35 le opere della grande pittrice che riuscì a fare breccia nel secolo tutto al maschile del Barocco. L’esposizione sarà visitabile fino al 24 gennaio 2021

Artemisia Gentileschi, 'Self Portrait as a Lute Player', about 1615-17. Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, Connecticut. Charles H. Schwartz Endowment Fund 2014.4.1 © Wadsworth Atheneum Museum of Art - Dettaglio Artemisia Gentileschi, 'Self Portrait as a Lute Player', about 1615-17. Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, Connecticut. Charles H. Schwartz Endowment Fund 2014.4.1 © Wadsworth Atheneum Museum of Art - Dettaglio

LONDRA - E’ stata inaugurata alla National Gallery di Londra la grande monografica dedicata ad Artemisia Gentileschi (1593-1654). Curata da Letizia Treves, l’esposizione presenta un corpus di 35 opere della straordinaria pittrice romana, tra cui celebri dipinti come"Giuditta e la sua serva" (1608, Museo Nazionale di Arte a Oslo), "Cleopatra" (1611-12, Etro Collection), "Danae" (1612, Saint Louis Art Museum), "Autoritratto come suonatrice di liuto" (Wadsworth Museum di Hartford) e "Santa Caterina di Alessandria" (Gallerie degli Uffizi di Firenze).

Spicca tra le opere un dipinto appartenente a una collezione privata, "Davide con la testa di Golia", datato 1639, recentemente restaurato e attribuito ad Artemisia Gentileschi. Sulla spada di Davide, dopo un delicato intervento di ripulitura delle incrostazioni sulla pittura, è affiorata anche la firma della celebre artista.

In mostra, per la prima volta, anche la trascrizione originale del processo del 1612 in cui l'artista Agostino Tassi fu accusato di violenza carnale contro Artemisia, proveniente dall'Archivio di Stato di Roma. Durante il processo, i giudici chiesero all'artista se era disposta a confermare la sua accusa sotto tortura. Artemisia rispose: "Sì, sono pronta a confermare nuovamente la mia testimonianza sotto tortura e ovunque sia necessario". Durante il suo calvario, Gentileschi pronunciò le parole ormai famose: "È vero, è vero, è vero". Sono esposte anche lettere personali della pittrice recentemente scoperte nell'archivio storico Frescobaldi a Firenze.

La National Gallery, nel luglio 2019, ha acquistato l'autoritratto di Artemisia come "Santa Caterina d'Alessandria" (1615-1717), per 3,6 milioni di sterline, stabilendo un nuovo record d'asta per la pittrice. Dal dicembre scorso, inoltre, “Il ritrovamento di Mosè" (1630) di Orazio Gentileschi è entrato ufficialmente nelle collezioni del museo londinese, dove si trovava in prestito già da 25 anni, dopo il pagamento di 19,5 milioni di sterline al suo proprietario privato. Il monumentale dipinto è ospitato nella rinnovata sala destinata al Barocco che è stata inaugurata proprio in occasione della grande retrospettiva sulla figlia.

"Questa mostra  -  ha affermato il direttore della National Gallery, Gabriele Finaldi - sarà una rivelazione per molti visitatori, che potranno scoprire i potenti dipinti di Artemisia e conoscere la sua arte e anche la sua storia, grazie a documenti biografici che sono esposti per la prima volta. Artemisia è stata un personaggio eccezionale e la prima donna accolta come membro dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze". 

Info su https://www.nationalgallery.org.uk/exhibitions/artemisia

Ultima modifica il Sabato, 03 Ottobre 2020 17:30


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