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Lunedì, 14 Settembre 2020 11:33

Mart di Rovereto, il nuovo palinsesto che attraversa i secoli

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Dal 10 ottobre al 9 dicembre l’attesa mostra “Caravaggio. Il contemporaneo”. A partire dal 14 novembre la straordinaria mostra “Giovanni Boldini. Il piacere”, aperta fino al 28 febbraio 2021. Infine a dicembre “Depero mito presente”

TRENTO -  Al Mart di Rovereto la nuova stagione, programmata dal Presidente Vittorio Sgarbi,  propone una serie di mostre che  pongono a confronto epoche distanti, offrendo nuove stratificate letture della grande arte italiana e contribuendo alla formazione contemporanea.

“Conviene ribadire due concetti fondamentali e apparentemente contraddittori - scriveva proprio Sgarbi in un saggio del 2012 -   tutta l’arte è arte contemporanea; contemporaneo è un dato non ideologico, ma semplicemente cronologico. È questa la forza dell’arte in divenire, che va ritenuta contemporanea non in quanto più o meno sperimentale, più o meno avanzata, ma solo in quanto concepita, elaborata ed espressa nel nostro tempo. Non c’è altro modo di essere contemporanei che essere qui e ora. Così, insieme alla contemporaneità di ciò che esiste, c’è la contemporaneità di ciò che è esistito e continua a vivere”.

Il programma

Dal 10 ottobre al 9 dicembre arriva l’attesa mostra Caravaggio. Il contemporaneo, occasione  per contemplare il Seppellimento di Santa Lucia, la più antica opera siciliana di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, normalmente collocata a Siracusa, nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia.

La mostra sottolinea, ancora una volta, l’attualità spirituale di Caravaggio. Il capolavoro seicentesco si riverbera in una selezione di opere e fotografie contemporanee.

Nel 1608 Caravaggio, condannato a decapitazione e continuamente in fuga, evase da Malta e giunse a Siracusa. Qui realizzò il Seppellimento di Santa Lucia per l’altare maggiore della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, nel luogo dove, secondo la tradizione, la Santa fu martirizzata e sepolta. La scena sembra collocata negli ambienti sotterranei e bui delle note latomie sottostanti la Chiesa, nelle quali si trova il sepolcro della martire.

Si tratta della tela imponente di un Caravaggio ormai maturo, ossessionato dall’idea della decapitazione, maestro nella regia di composizioni articolate in dipinti sempre più silenti e spirituali. La sua forza espressiva emerge soprattutto attraverso i rapporti tra personaggi e spazio scenografico, dalla tensione conferita grazie a una luce guizzante e dalla materialità della tela e del colore. Nelle mura sullo sfondo della scena, che occupano quasi i due terzi del dipinto senza nessuna figura, si percepisce il senso della forma che si sgretola, della forma che diventa “non-forma”, nella quale lo spettatore contemporaneo può individuare un effetto espressivo accostabile all’Informale. Seguendo liaisons concettuali, il Mart propone un confronto tra questo capolavoro e una selezione di opere del grande maestro dell’Informale italiano: Alberto Burri. In un continuo rimando tra immagini, simboli e affinità, completano la mostra il grande dipinto I naufraghi (1934) di Cagnaccio di San Pietro, le opere dell’artista Nicola Verlato e del fotografo Massimo Siragusa, alcune fotografie sulla vita e la morte di Pier Paolo Pasolini.

Dal 14 novembre il palinsesto espositivo del Mart si arricchisce della straordinaria mostra Giovanni Boldini. Il piacere. Fino al 28 febbraio 2021, il ricco percorso espositivo presenta oltre 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, molte delle quali appartenenti al patrimonio del Museo Boldini di Ferrara, chiuso al pubblico dopo il tragico terremoto del 2012.

Tra i più celebri ritrattisti della Belle Époque, Boldini coglie, grazie al suo straordinario virtuosismo tecnico, l’essenza di un ambiente sfolgorante, di cui è uno dei celebri protagonisti. Nei ritratti di intellettuali, nobildonne e attrici incontrati nei salotti mondani della Parigi fin de siècle, rivive il fascino di una società raffinata ed elegante e di una femminilità “suprema e irresistibile”, come scrivono i cronisti dell’epoca. I dipinti di Boldini delineano e contribuiscono a definire lo stile, le tendenze e i canoni estetici della Ville Lumière, indiscussa capitale europea.

Nella mostra del Mart l’attività di Boldini viene ricostruita nella sua completezza attraverso un ricco percorso cronologico, che lascia spazio all’approfondimento di alcuni temi e relazioni che hanno segnato la carriera del maestro italiano. In particolare, verranno analizzati i rapporti con il poeta Gabriele D’Annunzio, attraverso figure di comuni muse ispiratrici come la Marchesa Casati, eccentrica e seducente femme fatale.

A dicembre è infine prevista la mostra dedicata a Fortunato Depero. L’esistenza del Mart di Rovereto, fin dalla sua fondazione, è intrecciata con l’eredità di  Depero, di cui il museo conserva opere, oggetti, mobili, disegni, fotografie, materiali e fondi archivistici. Il Mart gestisce anche l’ultimo e più istituzionale progetto dell’artista, da lui stesso ideato e fortemente voluto: la Casa d’Arte Futurista Depero.

Attraverso il patrimonio museale, la grande mostra Depero mito presente valorizza a tutto tondo la figura profetica di un artista che, affascinato dall’idea di “arte totale”, ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità. Innovatore, dissacrante, ironico, il Futurista trentino ha influenzato non solo il mondo dell’arte, ma ha anche ispirato stili e modelli del design, della comunicazione, della grafica e della moda dagli anni Settanta a oggi. Affermatosi come uno tra i maggiori protagonisti del Futurismo, ha esplorato i linguaggi contemporanei fino a diventare, come recita il titolo della mostra, uno dei miti del presente.

L’esposizione documenta gli aspetti che legano l’Avanguardia futurista alla contemporaneità, mostrando gli esisti di una travolgente creatività a cui ancora oggi numerose esperienze artistiche sono debitrici. Depero mito presente è l’occasione per comprendere la poliedrica progettualità dell’artista che proclamava l’abbattimento di ogni gerarchia nelle arti. In mostra circa 200 tra opere, disegni, documenti, tarsie, fotografie, ricostruzioni di mobili, costumi, scenografie, oltre che video e film prodotti per l’occasione.

 

Ultima modifica il Lunedì, 14 Settembre 2020 11:36


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