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Domenica, 02 Febbraio 2020 18:23

L’arte del ‘900 italiano raccontata al Museo Eremitani di Padova. Immagini

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900 Italiano. Un secolo di arte”, attraverso una selezione di novanta opere emblematiche, propone una interessante lettura della parabola artistica di un secolo rivoluzionario e contraddittorio 

Giorgio de Chirico La partenza del cavaliere  1923 Olio su cartone  49 x 67 cm Roma, collezione privata Giorgio de Chirico La partenza del cavaliere 1923 Olio su cartone 49 x 67 cm Roma, collezione privata

PADOVA -  Con la mostra “900 Italiano. Un secolo di arte”, le curatrici Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti intendono raccontare, senza pretese di esaustività, una delle possibili letture del Novecento italiano, attraverso circa novanta opere emblematiche. 

Come spiega l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio, si tratta di “un nucleo di opere di squisito valore e interesse e un emozionante percorso capace di affiancare esperienze diverse, ma tutte irrinunciabili. Abbiamo voluto dedicare una sala al Gruppo N il cui lavoro, oggi storicizzato, portò Padova alla ribalta dell’arte internazionale. È un tassello di un programma di esposizioni che stanno esplorando il ‘900, significativamente ambientate nel nostro museo civico in cui le collezioni moderne ancora non hanno trovato una collocazione definitiva: ed è quindi un progetto di importante valore culturale nella misura in cui offre anche al visitatore del museo una finestra aperta su esperienze artistiche recenti.”

L’esposizione prende avvio dalla miccia futurista, in violenta accelerazione verso la deflagrazione della figuratività: tra le macerie della prima Guerra Mondiale ardono fino alla cenere i sogni di progresso delle Avanguardie e gli artisti italiani si rifugiano “nell’ordine” della tradizione rinnegata, al seguito del Grande Metafisico Giorgio De Chirico, che rievoca le suggestioni della classicità in un tempo sospeso.  La rassegna si snoda tra cambi di generazioni e di mentalità pittoriche, per fissare le principali correnti artistiche che hanno rappresentato le forme cangianti di una bellezza non più salvifica: si succedono a ritmo serrato il silenzio contemplativo del Realismo magico, l’austerità del Primordialismo plastico, gli stravolgimenti visionari della ‘Scuola di Via Cavour’, il monumentalismo di regime. Il visitatore si addentra nella non figuratività del secondo Dopoguerra, dominata dalle indagini spaziali di Giuseppe Capogrossi, Alberto Burri e del “sacerdote del gesto”, Lucio Fontana. Non mancano in mostra il gruppo Forma e la Pop Art italiana, le sperimentazioni dell’Arte Concettuale e dell’Arte Povera, le provocazioni del padovano Gruppo Enne. Alla fine degli anni ’70 la Transavanguardia grida al “libera tutti” e, superato il contrasto tra astratto e figurativo, il cerchio si richiude. 

Vademecum

Museo Eremitani
Padova, Piazza Eremitani 8
Da sabato 1 febbraio a domenica 10 maggio 2020
Da martedì a domenica 10-19.
Chiuso lunedì non festivi e primo maggio
Biglietti
intero: euro 10,00
ridotto: euro 8,00 (under 26, over 65, convenzioni Musei Civici, Padova Card, possessori di biglietto Cappella degli Scrovegni, dipendenti del Comune di Padova, docenti di ogni ordine e grado)
gruppi adulti: euro 7,00 (per gruppi prenotati composti da più di 10 persone paganti, fino a un max di 25. 1 accompagnatore gratuito ogni gruppo)
ridotto bambini: euro 5,00 (dai 6 ai 14 anni)
gruppi scuole: euro 5,00 (riservato alle classi delle scuole primarie e secondarie)
Info e prenotazioni
049 2010010
Catalogo:
€ 30,00
Skira editore

Ultima modifica il Domenica, 02 Febbraio 2020 18:39


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