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Lunedì, 11 Novembre 2019 14:19

A Verona “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght”

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L'esposizione, che apre il 16 novembre 2019, presso il Palazzo della Gran Guardia, si concentra sulla figura del grande scultore, ma anche su altri artisti della Parigi degli anni tra le due guerre e del decennio successivo

Alberto Giacometti, Le chien - 1951 bronzo Fondation Marguerite e Aimé Maeght @Claude Germain - Archives Fondation Maeght (France) @Alberto Giacometti Estate/by SIAE in Italy 2019 Alberto Giacometti, Le chien - 1951 bronzo Fondation Marguerite e Aimé Maeght @Claude Germain - Archives Fondation Maeght (France) @Alberto Giacometti Estate/by SIAE in Italy 2019

VERONA  - “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght” è la mostra organizzata da Linea d’ombra e curata da Marco Goldin, che ruota attorno alla figura Alberto Giacometti, “considerato a ragione il più importante scultore del XX secolo”. 

In esposizione circa un centinaio di capolavori  tra sculture, dipinti e disegni che, oltre a raccontare il fascino dell’intero percorso creativo di Giacometti,  puntano la luce sulla scena artistica francese negli anni  tra le due guerre e nel decennio successivo, con  opere  tra gli altri di Braque, Chagall, Miró, Kandinsky, Derain, Léger. 

“Giacometti è stato una delle mie primissime passioni nel campo dell’arte, poco dopo i vent’anni. - Afferma Goldin - Sono felice di poter rendere omaggio a Giacometti in Italia con questa mostra così vasta, con opere che ne attraversano tutta la carriera, dal suo tempo giovanile in Svizzera alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e a quelle, ormai facenti parte dell’immaginario collettivo, della maturità”.

Come spiega il curatore, in mostra si potrà ammirare la Grande donna in piedi, scultura filiforme di quasi tre metri di altezza, fino alla scultura più celebre tra tutte, L’uomo che cammina, che sarà esposto al suo fianco, e alla notissima figura femminile del 1956, detta Donna di Venezia, esposta alla Biennale veneziana di quell’anno e che tanto successo riscosse. “Di quella figura - sottolinea Goldin - la Fondazione Maeght possiede tutte le nove variazioni” che vengono tutte quante esposte a Verona. 

La mostra dunque nasce grazie alla decisiva collaborazione della Fondazione Aimé e Marguerite Maeght di Saint-Paul-de-Vence, che  possiede oggi una delle più importanti collezioni in Europa di dipinti, disegni, sculture e opere grafiche del XX secolo, con nomi di straordinaria importanza che sono stati legati alla famiglia Maeght per decenni. 

Come evidenziato dal Sindaco, Federico Sboarina e da Francesca Briani, Assessore alla Cultura e al Turismo, si tratta non di una monografica, ma “di una storia corale,  uno splendido spaccato dell’ambiente che ha caratterizzato la vita e l’opera di Alberto Giacometti, un intero mondo fatto anche di straordinarie relazioni con altri artisti famosi come lui”. 

Ecco quindi che Verona, con questa mostra, potrà raccontare una strepitosa avventura artistica e anche di mecenatismo culturale, nota a livello mondiale. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 5 aprile 2020. 

 

Ultima modifica il Giovedì, 14 Novembre 2019 16:43


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