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Sabato, 14 Luglio 2018 11:45

Cuneo. Al Complesso Monumentale di San Francesco un’antologica dedicata al fotografo Michele Pellegrino

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Dal 19 luglio una mostra dal titolo “Michele Pellegrino. Una parabola fotografica”, a cura di Enzo Biffi Gentili e promossa dalla Fondazione CRC, ripercorre i 50 anni di carriera del fotografo cuneese

Valle Varaita, 1976 | PH Michele Pellegrino Valle Varaita, 1976 | PH Michele Pellegrino

CUNEO - Un percorso di  75 fotografie suddivise in 19 sezioni monotematiche che prende avvio dalla navata della ex Chiesa di San Francesco per terminare nelle cappelle. Un viaggio che parte dai ritratti dei contadini degli anni ’70, sino ai paesaggi montani dagli anni ’80 a oggi.

Il titolo della mostra trae ispirazione da una riflessione di Cesare Pavese, l’illustre scrittore cuneese del quale quest’anno ricorre il 110° anniversario dalla nascita. In una lettera del 1949, pubblicata nella raccolta Lettere 1926 - 1950 (Einaudi 1968), Pavese, riferendosi al suo romanzo Paesi tuoi, afferma: "L'opera è un simbolo dove tanto i personaggi che l'ambiente sono mezzo alla narrazione di una paraboletta, che è la radice ultima della narrazione e dell'interesse: il 'cammino dell'anima' della mia Divina Commedia".

Le parole di Cesare Pavese diventano una sorta di guida d'eccezione della mostra accompagnando il visitatore tra le immagini esposte. Entrambi gli artisti sono accomunati dall’insofferenza verso l’etichetta di narratori realisti e naturalisti data da molti critici, quando è invece l’ottica simbolica a dirigere le loro trame artistiche. 

Nelle fotografie degli anni ’70 i soggetti rappresentati da Pellegrino sono mezzadri della pianura montanari resistenti sulle alture delle Langhe, frati e suore di clausura. Personaggi fuori dal tempo, raffigurati come fossili antropologici.

Dagli anni ’80 le fotografie di Pellegrino vedono via via scomparire la figura umana, trasformandosi in immagini inanimate e difficilmente databili, che rinviano al tempo stesso al sublime e all’eremitico. Pellegrino si dimostra straordinario anche quando fotografa interi paesi del cuneese, luoghi che sembrano disabitati, infestati da oscure presenze che rimandano al neogotico e al fantasy.

L’interpretazione della realtà in Pellegrino si accosta al senso ultimo dell’opera di Pavese, una visione simbolica e metafisica del mondo che lo circonda e una concezione della fotografia come allegoria.

La mostra è accompagnata da Storie, una speciale monografia sull'intera opera di Pellegrino edita da Skira con testi critici redatti da Enzo Biffi Gentili e Walter Guadagnini.

Vademecum

Michele Pellegrino, una parabola fotografica
Luogo: Complesso monumentale di San Francesco via Santa Maria 10 Cuneo
Orari: dal martedì alla domenica alle ore 15.30 - 18.30. Lunedì chiuso.
Ingresso libero

Ultima modifica il Sabato, 14 Luglio 2018 06:48


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