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Martedì, 06 Febbraio 2018 13:48

Museo dell’Ara Pacis. 70 anni di Magnum Photos

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Per il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, dal 7 febbraio al 3 giugno 2018, la mostra "Magnum Manifesto" arriva a Roma, nella sua prima tappa europea e unica italiana

Jonas Bendiksen: 
Abitanti di un paese nel Territorio dell’Altaj raccolgono i rottami di una navicella spaziale precipitata, circondati da migliaia di farfalle. Russia, 2000.
© Jonas Bendiksen/Magnum Photos/Contrasto Jonas Bendiksen: 
Abitanti di un paese nel Territorio dell’Altaj raccolgono i rottami di una navicella spaziale precipitata, circondati da migliaia di farfalle. Russia, 2000.
© Jonas Bendiksen/Magnum Photos/Contrasto

ROMA - La mostra curata da Clément Chéroux, direttore della fotografia al MoMA di San Francisco, già curatore della grande retrospettiva dedicata a Cartier-Bresson realizzata dal Centre Pompidou e ospitata a Roma proprio al Museo dell’Ara Pacis, è molto più che una raccolta di immagini fotografiche. Per i settant’anni della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947, sono stati infatti selezionati anche una serie di documenti, tra interviste, lettere, appunti o racconti dei membri, a testimonianza di come il testo, le parole, occupino in Magnun un posto fondamentale. Da qui anche la scelta del titolo Magnum Manifesto

Chéroux con questa rassegna ha dunque voluto illustrare come Magnum Photos debba la sua eccellenza alla capacità dei fotografi di fondere arte e giornalismo, creazione personale e testimonianza del reale, verificando come il “fattore Magnum” continui a esistere e a rinnovare continuamente il proprio stile. 

Il percorso espositivo, che documenta parte del lavoro realizzato in tutti questi 70 anni, è suddiviso in tre sezioni: la prima 1947-1968: Diritti e rovesci umani” scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale; la seconda 1969-1989: Un inventario di differenze” mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle  minoranze e agli esclusi; la terza 1990-2017: Storie della fine” segue le diverse forme espressive grazie alle quali  i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano. 

Si va dal reportage sui lavoratori immigrati negli USA, realizzato da Eve Arnold negli anni Cinquanta, ai ritratti di “famiglia”, teneri e intimi, di Elliott Erwitt; dalle celebri immagini degli zingari di Josef Koudelka, fino alla toccante serie realizzata nel 1968 da Paul Fusco sul "Funeral Train", il treno che trasportò la salma di Robert Kennedy nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Arlington, attraversando un’America sconvolta e dolente. E ancora, le serie più recenti dei nuovi autori di Magnum: dalla “Spagna Occulta” di Cristina Garcia Rodero, alle osservazioni antropologiche, sotto forma di fotografie, realizzate nel mondo da Martin Parr;  dalla cruda attualità del Sud America documentato da Jérôme Sessini, fino al Mar Mediterraneo, tenebroso e incerto nelle notti dei migranti, fotografato da Paolo Pellegrin.

La mostra è corredata da un volume edito da Contrasto.

Vademecum

MAGNUM MANIFESTO.
Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma
7 febbraio – 3 giugno 2018
Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso 1 maggio
060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.arapacis.it
Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

 

Ultima modifica il Martedì, 06 Febbraio 2018 15:04


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