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Lunedì, 01 Agosto 2016 12:34

Triennale di Milano. Dal 3 agosto la mostra di Ljubodrag Andric

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Un nucleo di 14 fotografie di grande formato realizzate dal 2008 ad oggi, caratterizzate dall'assenza della presenza umana e che hanno per oggetto paesaggi, muri, facciate e interni di edifici antichi e moderni 

MILANO -  Inaugura il 3 agosto, nell’ambito della XXI Esposizione internazionale La Triennale di Milano, la mostra fotografica di Ljubodrag Andric, a cura di Demetrio Paparoni.

L’esposizione presenta una selezione di 14 fotografie realizzate dal 2008 ad oggi, che hanno hanno come protagonisti paesaggi, muri, facciate e interni di edifici antichi e moderni.

Si tratta di fotografie di grande formtato caratterizzate dall’assenza della figura umana. L’impianto formale denota una grande attenzione per il dettaglio realistico che trova le sue matrici nell’astrazione geometrica e in quella materica.

Spazi essenziali, ricchi ricchi di particolari ma privi di fronzoli, luoghi sottratti alla monumentalità che è loro propria con lo scopo di neutralizzare la narrazione legata al contesto e al tempo storico di appartenenza. Le immagini, prive di narrazione, non lasciano prefigurare un prima e un dopo. Le opere di Andric sono incentrate sul concetto di limite invalicabile (il muro), di vuoto (gli interni) e di assenza (la vita senza l’essere umano). 

Scrive Demetrio Paparoni nel testo introduttivo alla monografia Ljubodrag Andric - Works 2008-2016, edita da Skira: “Il lavoro di Andric si potrebbe suddividere in cicli connotati, non dal luogo, ma dai modelli formali che ricorrono nella mente del fotografo secondo uno schema che richiama quello dei quadri astratto-geometrici o minimalisti. L’architettura di queste fotografie è infatti costruita attraverso l’utilizzo di geometrie modulari, di volta in volta distribuite nello spazio o accostate in modo da ottenere varianti dello stesso tema. Andric riporta nell’opera la geometria delle masse e l’incidenza della luce. Il fatto che la percezione del soggetto preso a modello muti con il variare della luce spiega cosa intende Andric quando afferma che le sue fotografie lo costringono a lunghe pause, nell’attesa che la luce conferisca particolari caratteristiche alle superfici e al colore. In questa dinamica hanno un ruolo anche le ombre che, facendosi disegno o velatura, danno equilibrio alla struttura dell’immagine, evidenziandone la classicità, ma allontanandola dai canoni estetici neoclassici. Porre l’accento sulla non identificabilità dei luoghi e sulla finitezza delle forme geometriche equivale per Andric a voler riportare l’immagine a se stessa per far prevalere l’analisi sulla narrazione, a dimostrazione del fatto che, come afferma Wittgenstein, il significato del linguaggio non dipende dal modo in cui la realtà si manifesta, ma dal linguaggio stesso, che anticipa le condizioni di significato e di senso delle cose.

In continuità con l'iniziativa alla Triennale Ljubodrag Andric presenta alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia (26 agosto - 2 ottobre), la mostra Consonanze, che inaugura il 25 Agosto.

Vademecum

LJUBODRAG ANDRIC - WORKS 2008-2016
A cura di Demetrio Paparoni 
3 Agosto  - 24 Settembre 2016
Ingresso libero

 

Ultima modifica il Lunedì, 01 Agosto 2016 12:34

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