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Sabato, 12 Maggio 2018 10:07

Franceschini, ministro uscente dei Beni culturali e del Turismo, saluta i suoi collaboratori

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"Ho chiesto di fare il ministro - ha detto - perché volevo mettere la mia esperienza politica e parlamentare a disposizione di questo ministero, per fargli recuperare centralità. Ho fatto tante cose nella mia vita professionale e politica, alcune per dovere, altre perché le ho chieste. Ma la più grande fortuna è stata guidare questo ministero"

ROMA - Il ministro uscente dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha salutato ieri 11 maggio, i suoi collaboratori in una sala gremita da soprintendenti e direttori dei musei, facendo un breve bilancio della sua attività ministeriale. 

Il ministro ha innanzi tutto detto di essersi “divertito come un matto, mi sono appassionato".“Ho fatto tante cose nella mia vita professionale e politica - ha sottolineato Franceschini - , alcune per dovere, altre perché le ho chieste. Ma la più grande fortuna è stata guidare questo ministero”. 

Il ministro ha quindi aggiunto: "Se dovessi fare una classifica subito sotto questa esperienza al Mibact, che mi ha arricchito moltissimo, c'è quella di assessore alla Cultura del Comune di Ferrara. Perché davvero c'è la possibilità di confrontarsi con quello che rende l'Italia unica al mondo. Penso solo che aveva ragione Obama: lo incontrai al Colosseo, dieci giorni dopo aver ricevuto l'incarico di ministro dei Beni culturali. E quando glielo dissi, il presidente degli Stati Uniti urlò ai suoi collaboratori: 'Non c'è lavoro più bello al mondo'. Ed è vero". 

Per quel che  concerne la sua attività ministeriale Franceschini ha invece sottolineato che tra i risultati principali c'è quello di aver "ricostruito una centralità di questo settore. I quattro miliardi di euro per i cantieri che sono partiti consentiranno ai futuri ministri di fare tantissime inaugurazioni. E sono contento che sia così". 

Franceschini ha infine esortato i dipendenti del ministero a collaborare con il suo successore.  “I governi si alternano - ha detto - però l'Italia resta l'Italia. Non so chi arriverà ma vi chiedo di mettere a disposizione del mio successore lo stesso impegno, la stessa collaborazione e lo stesso spirito di squadra che avete messo con me in questi anni" - ha concluso. 

Ultima modifica il Sabato, 12 Maggio 2018 10:14



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