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Mercoledì, 17 Febbraio 2021 12:35

Il primo discorso di Draghi. Nessun accenno alla cultura, ma il premier parla di un nuovo modello di turismo

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“Il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d'arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato”

ROMA - Il neo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha tenuto il suo primo intervento in Senato. Il premier si è concentrato in particolare sui danni della pandemia e sul piano vaccinale, che permetterà al paese di ripartire, ma dovranno inevitabilmente cambiare i modelli di crescita. 

Draghi ha affermato:  “quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così”.  "Proteggere il futuro dell'ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede - ha aggiunto il premier - un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l'ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane".

Draghi non ha parlato di cultura ma si è soffermato sull’importanza del turismo. 

"Anche nel nostro Paese - ha detto - alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un'attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d'arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato".

Ad apprezzare le parole del premier sul turismo è il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che afferma: "Trovo estremamente positivo che il presidente Draghi abbia dedicato una parte del suo discorso al Senato al settore del turismo, indicandolo tra le priorità per uscire dall'emergenza. E' condivisibile il suo richiamo alla costruzione di un modello di turismo sostenibile e basato sulla qualità, collegato alle città d'arte, al patrimonio culturale e ambientale in generale, e alla capacità di preservarne i valori e tramandarli alle future generazioni”. “Una misura urgente - sottolinea Nardella - che il governo Conte non è riuscito a varare, anche per motivi politici, è la norma per limitare le locazioni turistiche brevi nelle città d'arte, dando poteri ai sindaci per una puntuale regolazione come fanno già molti altri Paesi europei. Fino a prima della pandemia, le città d'arte erano infatti colpite sia da un turismo giornaliero 'mordi e fuggi' sia dal fenomeno delle locazioni turistiche brevi senza regole che hanno svuotato i centri storici di residenti, hanno indebolito le imprese alberghiere, grazie ad una sorta di concorrenza sleale, favorita da un regime fiscale che colpisce pesantemente l'industria alberghiera a vantaggio della rendita passiva immobiliare. Draghi vari subito questa norma, che rappresenterebbe una svolta per inaugurare un nuovo modello turistico sostenibile a partire dalle città d'arte" - conclude Nardella.

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Febbraio 2021 12:43


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