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Venerdì, 22 Aprile 2016 10:56

Beni culturali. Franceschini, la mia riforma è una cosa veramente di sinistra

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Il ministro dei Beni culturali intervenedo il 21 aprile alla presentazione del libro di Lorenzo Casini "Ereditare il futuro. Dilemmi sul patrimonio culturale"  ha difeso la sua riforma a spada tratta

ROMA  - In questa occasione Franceschini ha puntualizzato alcuni aspetti della sua riforma, asserendo che l’obiettivo principale è quello di rafforzare la tutela rendendola sempre più efficiente. "Mi offendo quando mi dicono che la mia riforma punta a indebolire la tutela” - ha detto infatti il ministro. 

Franceschini ha dunque ripercorso la gestazione della sua riforma difendendola a spada tratta: "abbiamo cercato di intervenire su alcune cose che concretamente non andavano. E siamo riusciti a riportare l'attenzione per la cultura al centro delle scelte del governo e del dibattito del paese. L'obiettivo è riavvicinare gli italiani al patrimonio culturale e questa per me è una cosa veramente di sinistra".

Il ministro ha anche risposto ad alcune critiche sollevate da Salvatore Settis, il quale ha sottolineato la necessità di unire la tutela e la valorizzazione: "Io non conosco Paesi al mondo dove sono separati in questo modo e il ministero può funzionare soltanto se non sono divisi in modo così netto" - ha detto Settis. 

Franceschini rispondenendo ha detto: "Fatico a comprendere come si continui a dire che il nostro è stato un tentativo di separare la valorizzazione del patrimonio culturale dalla tutela. In realtà abbiamo tentato di distinguere i compiti e le finalità pubbliche creando un equilibrio territoriale". 

Il ministro ha inoltre ribadito le sue scelte, dalla contestata soprintendenza unica che ”permetterà di risolvere i conflitti che prima si scaricavano sui cittadini, il parere del soprintendente alla fine sarà più forte, perché sintesi di opinioni diverse”, fino  all'istituzione dei musei autonomi "prima della riforma i musei erano uffici della soprintendenza senza bilancio, senza statuto, senza comitato scientifico che non si potevano tenere nemmeno gli introiti dei biglietti".  Scelte queste che il ministro ha definito “di sinistra” sottolineando: ”è di sinistra dire che per la cultura bisogna curare la tutela e la conservazione ma anche che la cultura è qualcosa che contribuisce alla ricchezza del paese,  non vedo lo scandalo".  "Il nostro obiettivo è  quello di avvicinare il popolo italiano alla cultura e la crescita  costante della vendita dei libri, dei biglietti del cinema, dei  concerti di lirica e dei musei lo testimoniano", ha chiosato i Franceschini. 

Ultima modifica il Venerdì, 22 Aprile 2016 11:24



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