IMG_4882.JPG

Lunedì, 18 Febbraio 2019 17:20

Il minimalismo di Dan Flavin alla Galleria Cardi di Milano

Scritto da 

Dal 20 febbraio al 28 giugno 2018, le 14 opere luminose in mostra, dalla fine degli anni '60 agli anni '90, raccontano l’evoluzione delle ricerche dell’artista sulle nozioni di colore, luce e spazio scultoreo

DAN FLAVIN Untitled (for Frederika and Ian) 3, 1987 Pink, yellow, and blue fluorescent light 183 cm long on the diagonal 72 1/8 in long on the diagonal Edition 2 of 5 (CL no. 472)  © 2018 Estate of Dan Flavin / Artists Rights Society (ARS), New York. Courtesy David Zwirner & Cardi Gallery DAN FLAVIN Untitled (for Frederika and Ian) 3, 1987 Pink, yellow, and blue fluorescent light 183 cm long on the diagonal 72 1/8 in long on the diagonal Edition 2 of 5 (CL no. 472) © 2018 Estate of Dan Flavin / Artists Rights Society (ARS), New York. Courtesy David Zwirner & Cardi Gallery

MILANO - Dan Flavin, l’artista statunitense noto per le sue installazioni e opere scultoree realizzate esclusivamente con lampade fluorescenti disponibili in commercio, arriva alla Galleria Cardi di Milano con ben 14 opere luminose, realizzate dalla fine degli anni '60 agli anni '90.

La mostra, che inaugura il 19 febbraio e sarà visitabile fino al 28 giugno 2019, è organizzata in collaborazione con l’Estate di Dan Flavin ed è accompagnata da un catalogo illustrato che include un saggio dello stimato critico d'arte italiano Germano Celant.

L'inizio dell'attività artistica di Dan Flavin (1933-1996) è riconducibile al 1961, quando presenta la sua prima mostra personale di collage e acquerelli alla Judson Gallery di New York. Dopo questa esposizione l'artista inizia a produrre quello che diventerà un corpo di lavoro singolarmente coerente e prodigioso che ha utilizzato esclusivamente lampade fluorescenti, disponibili in commercio, per creare installazioni di luce e colore con composizioni sistematiche.

Riguardo il suo lavoro Flavin nega qualsiasi dimensione trascendente, simbolica o sublime delle sue installazioni, affermando: "È quello che è e non è nient'altro". L’artista ha da sempre sostenuto che le sue opere sono semplicemente luce fluorescente che risponde a uno specifico ambiente architettonico. Usando la luce come mezzo, tuttavia Flavin è stato in grado di ridefinire il modo in cui percepiamo lo spazio pittorico e scultoreo. Basti ricordare quando nel 1968 espanse le sue sculture ad ambienti grandi come una camera e riempì un'intera galleria di luce ultravioletta a Documenta 4, Kassel. 

Le principali retrospettive del lavoro di Flavin sono state organizzate dalla National Gallery of Canada di Ottawa (1969), St. Louis Art Museum (1973), Kunsthalle Basel (1975) e Museum of Contemporary Art di Los Angeles (1989). Ha anche eseguito molte commissioni per lavori pubblici, tra cui l'illuminazione di numerosi binari alla Grand Central Station di New York nel 1976. Flavin è morto il 29 novembre 1996 a Riverhead, New York. Sia il Deutsche Guggenheim di Berlino nel 1999 che la Dia Foundation for the Arts nel 2004 hanno montato importanti retrospettive postume del lavoro dell'artista. Nel 1996, su invito del prete italiano Giulio Greco, Dan Flavin ha creato un progetto site-specific come elemento centrale per il restauro e il rinnovamento della chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa di Milano, progettata da Giovanni Muzio negli anni '30.

 

Ultima modifica il Lunedì, 18 Febbraio 2019 17:39



IMG_4884.JPG

Flash News

Mostre*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio