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Venerdì, 25 Ottobre 2019 17:08

Mambor alla Tornabuoni di Firenze

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Una mostra a cura di Federico Sardella che ripercorre il lavoro poliedrico dell’artista, tra i primi a sconfinare dalla pittura verso altri linguaggi: fotografia, cinema, performance, installazioni e teatro, per tornare comunque sempre alla pittura

Renato Mambor, I protettori, 2007, acrilico su tela su tavola, cm. 100x150 Renato Mambor, I protettori, 2007, acrilico su tela su tavola, cm. 100x150

FIRENZE - Una personalità eclettica quella di Renato Mambor, protagonista della Roma della sperimentazione e dell’avanguardia, tra le figure di spicco della Scuola di Piazza del Popolo, insieme a Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e Cesare Tacchi. 

E’ lui stesso in una frase a sintetizzare il significato del suo essere artista: "Voglio fare di tutto, ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia, voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perché dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere". 

La mostra, ospitata alla Galleria Tornabuoni dal 25 ottobre al 30 novembre 2019, intende ripercorrere la carriera di Mambor,  evidenziando questa sua capacità instancabile di rinnovamento e di ricerca. Nel corso della sua vita si è dedicato al cinema, al teatro, ha vissuto pienamente gli anni della Dolce Vita  tanto da essere scelto da Fellini tra gli interpreti del film.  Si è espresso, oltre che con la pittura, con la fotografia,  la performance, l'installazione e  il video. 

“Ho conosciuto e frequentato Renato Mambor – racconta Roberto Casamonti, titolare della Tornabuoni Arte – ogni volta stupendomi per quanto quest’uomo, per molti versi straordinario, sapesse creare vera arte ovunque e su qualsiasi ‘cosa’ si applicasse. Era un artista che aveva l’urgenza di esprimersi e il coraggio di farlo con i media più diversi. Lo stesso Mambor sosteneva che il lavoro di un artista andrebbe letto e considerato innanzitutto a partire dall’oggi, dagli ultimissimi elaborati e dalle riflessioni più recenti”.  E’ stato naturale - sottolinea ancora Casamenti - pensare a questa mostra considerando i lavori degli anni Sessanta, ma nella raccolta delle opere ho scelto di assecondare il mio istinto e il mio gusto e favorire numerosi pezzi degli anni Novanta e soprattutto Duemila, sino alle grandi installazioni ‘Tutti sullo stesso piano’ e ‘Fili’, che trovo particolarmente importanti ed esemplificative la poetica dell’autore”. 

L’esposizione, realizzata con la collaborazione dell’archivio Mambor, è corredata da un catalogo bilingue  (italiano e inglese) edito da Forma e curato da Federico Sardella con testi dello stesso Sardella, di Sara Uboldi e Patrizia Speciale Mambor, oltre una conversazione con Gianna Mazzini.

Vademecum

FIRENZE, Tornabuoni Arte
Lungarno Benvenuto Cellini 3, Firenze – 50125 tel: +39 055 6812697 / Fax: +39 055 6812020
Orari di apertura: lunedì – venerdì 9.00 / 13.00 – 15.30 / 19.30 sabato 10.30 /18.30
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.tornabuoniarte.it

 

Ultima modifica il Venerdì, 25 Ottobre 2019 17:31


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