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Mercoledì, 21 Dicembre 2016 11:32

"Warhol vs Gartel. Hyp Pop" a Palazzo Bufalini di Spoleto

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La Pop Art arriva nella cittadina umbra con uno dei confronti artistici più stimolanti degli ultimi anni. Una nuova mostra, prodotta e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi in collaborazione con Spirale di Idee e Artelite

SPOLETO (PERUGIA) - SPOLETO (PERUGIA) -  Come una inedita “sfida” attraverso cinquanta opere originali di Andy Warhol e di Laurence Gartel, provenienti da collezioni private, arriva al MAG, MetaMorfosi Art Gallery di Piazza Duomo, a Spoleto la mostra dal titoloWARHOL vs GARTEL. HYP POP” a cura di Maurizio Vanni, direttore del  Lu.C.C.A. (Lucca Center of Contemporary Art). 

L’esposizione, prodotta e organizzata dall’Associazione Metamorfosi in collaborazione con Spirale di Idee e Artelite, con il patrocinio del Comune di Spoleto e della Regione Umbria, vede confrontarsi due mondi affini, quello della Pop Art e dell’Arte Digitale.

Pietro Folena, presidente di MetaMorfosi, presentando l’esposizione, spiega: «Dopo De Chirico e Canova apriamo al contemporaneo con un’esperienza culturale mai vista in Italia e lo facciamo a poche settimane dal terribile terremoto che ha colpito il Centro Italia nel tentativo di dare un segnale di speranza a Spoleto verso la quale rinnoviamo il nostro impegno che nelle prossime settimane si concretizzerà anche con la presenza di Gartel». Aggiunge inoltre Folena: «In questa mostra si racconta la straordinaria cavalcata della tecnologia digitale che ha cambiato radicalmente le nostre vite e il mondo negli ultimi quarant’anni, vista con gli occhi di un giovane artista, Larry Gartel, che negli anni ’70 cominciò tra i primi a sperimentare. Il suo lavoro con Warhol e il suo rapporto con il business raccontano dell’intreccio inscindibile tra arte, tecnologia e economia. Hyp Pop è una mostra assolutamente originale e MetaMorfosi è lieta di proporre nel nostro MAG di Spoleto un’esperienza totalmente inedita». 

Maurizio Vanni, curatore dell’esposizione, raccontando come fu Gartel a svelare a Warhol i segreti del Commodore Amiga a 16 colori, evidenzia l’immediata sintonia e le similitudini tra i due personaggi, artisti eletti, nati per fare e rimanere nella storia, cresciuti per modificare gli equilibri culturali e sociali di un luogo in un determinato momento storico”.  Spiega il curatore: «Il loro obiettivo era quello di scoprire la verità e non la realtà, quell’essenza del mondo e delle cose che poteva giungere all’uomo solamente tramite i mezzi di comunicazione di massa. Da una parte Polaroid, registratore, Photomaton e serigrafia per Warhol, dall'altra Apple Macintosh (con programma Mac Paint), Commodore Amiga (abbinato al programma Deluxe Paint), la stampante Art Color Ink-Jet di Xerox, le novità di Canon con la macchina fotografica 760, le stampanti a getto d'inchiostro e i primi scanner per Gartel: tecniche che contemplavano sempre più l’utilizzo della macchina e sempre meno il coinvolgimento diretto e “fisico” dell’artista»

L’esposizione si sofferma tuttavia ad indagare non solo le similitudini ma anche la distanza tra i due personaggi, evidenziando le peculiarità che hanno reso autonoma e indipendente le rispettive produzioni. Sottolinea infatti ancora Vanni: «Non tutti gli elementi comuni ai due artisti sono simmetrici e corrispondenti. La Pop Art di Warhol perpetua in maniera impersonale e quasi maniacale le immagini proposte dai mass-media documentando, senza timore reverenziale. La Hyper Pop di Gartel si nutre di immagini presenti nell'immaginario collettivo, ma non si limita a mitizzarle, bensì le proietta in futuri plausibili, in scenari immaginifici, in dimensioni realmente oniriche, in contesti che, seppur distanti da ciò che crediamo reale, appaiono stranamente iper familiari, iper evocativi, iper suggestivi, iper allusivi, iper quotidiani, iper comunicativi, iper fantasiosi e iper contemporanei» - conclude il curatore.

La mostra offre la possibilità di ammirare un corpus di lavori davvero notevoli, tra acetati, litografie e stampe digitali, tra le 29 opere di Warhol spiccano serigrafie e litografie storiche, come il “Gianni Agnelli” del ’79 e il “Mao” dell’89, ma anche la copertina dell’LP “The Velvet Underground & Nico” del 1967, mentre tra i lavori di Gartel figura anche anche il famoso “Absolut Gartel”.

Il sindaco di Spoleto Fabrizio Caradarelli sottolinea: «Ancora una volta si conferma la vocazione di Spoleto ad essere un centro propulsivo di valore assoluto per generare interesse e attrazione per il tramite dell’arte. I progetti che abbiamo l’onore di ospitare al MAG MetaMorfosi Art Gallery sono in assoluta sintonia con la nostra visione di una città che vive di eventi di alto valore espressivo e di richiamo internazionale»

Ma WARHOL vs GARTEL. HYP POP non si ferma a Spoleto. Infatti, dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 sarà anche al Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art di Lucca. Sempre con la cura di Maurizio Vanni non sarà comunque un “doppione” della mostra spoletina ma un diverso percorso espositivo che racconta il rapporto tra Warhol e Gartel attraverso 70 differenti opere. 

Vademecum

WARHOL vs GARTEL. HYP POP
Palazzo Bufalini, Piazza Duomo, Spoleto
Dal 22 dicembre 2016 al 2 aprile 2017
Orari: 10.00 – 13.00 / 14.30 – 19.00
Chiusura il lunedì
Ingresso: 5 euro

Letto 5644 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Gennaio 2017 11:09

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