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Martedì, 26 Giugno 2018 11:57

L’arte di Sauro Cavallini a Pietrasanta. Foto

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Dal 2 luglio al 31 agosto 2018 la Piazzetta San Martino, il Campanile di Sant’Agostino e la Galleria Enrico Paoli ospiteranno 35 opere dell’artista ligure, toscano d’adozione, scomparso nell’estate di due anni fa per una mostra diffusa

Sauro Cavallini, Passo a due Sauro Cavallini, Passo a due

LUCCA - La scultura e la pittura di Sauro Cavallini sono protagoniste, a partire dal 2 luglio, a Pietrasanta, dove ben tre location ospiteranno le sue opere. 

Si tratta di un’esposizione diffusa e a ingresso libero - promossa dal Centro Studi Sauro Cavallini, organizzata della Galleria Enrico Paoli, curata da Melanie Zefferino e patrocinata dal Comune di Pietrasanta - che hanno scelto proprio la Piccola Atene per l’esordio versiliese e quale vetrina privilegiata di un artista in parte ancora da scoprire, e che per tutto il 2018 è al centro di una serie di iniziative a lui dedicate.

Nella centrale Piazzetta San Martino troveranno spazio cinque sculture monumentali in bronzo, realizzate tra il 1968 e il 1990, dal titolo Titano (1), Titano (2), Amore e Universo, Balletto multiplo e Icaro.

All’interno del Campanile di Sant’Agostino sarà collocata un’altra imponente scultura, ma in ferro, intitolata Uomo e realizzata nel 1962 con la tecnica detta “della goccia su goccia”.

Quindi all’interno della Galleria Enrico Paoli di Pietrasanta (via Stagio Stagi n.13) saranno i visibili i bozzetti in bronzo di ben 25 opere realizzate nell’arco di un trentennio (tra il 1959 e il 1989), nonché tre dipinti a tempera  - dal titolo Balletto, Coppia e La Creazione – realizzati nel 2000 e 2001.

Cavallini, ligure di nascita, toscano d’adozione e attivo per oltre mezzo secolo, è stato una personalità eclettica che si è sempre confrontata con diverse forme di espressione artistica (disegno, pittura, ma soprattutto scultura) riuscendo a ottenere risultati eccellenti e commissioni di prestigio.

Così scriveva di lui Carlo Ludovico Ragghianti negli anni “80: “la cultura moderna e inquietamente interrogativa di Cavallini gli ha fatto individuare l’ultima scoperta, che mostra una vitalità straordinaria, e già gli ha fornito una quantità di genuine e flagranti variazioni, perché dalla collocazione in pianta dei gruppi al loro sviluppo nel medium aereo che associano e alimentano con la loro crescita in progresso e con le proiezioni stellari, le sculture traggono una multanime composizione sinfonica, che il rigorismo plastico spoglio e laminato obbliga a una forza eccezionale di avvolgente tensione”.

Ultima modifica il Martedì, 26 Giugno 2018 12:05


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