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Venerdì, 16 Febbraio 2018 13:22

Treviso. Riapre al pubblico la Pinacoteca del Museo di Santa Caterina

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L’istituzione culturale trevigiana, fondata nel 1851, torna visibile al pubblico con un nuovo allestimento e con un itinerario espositivo che si sviluppa in senso cronologico e in un ideale raccordo con i cicli pittorici presenti nella ex Chiesa

Giovanni Bellini, Madonna con Bambino benedicente, 1470-1490 circa - Particolare  - Musei Civici di Treviso Giovanni Bellini, Madonna con Bambino benedicente, 1470-1490 circa - Particolare - Musei Civici di Treviso

TREVISO - Riapre al pubblico, il 24 febbraio 2018, al Museo Santa Caterina la Pinacoteca civica completamente rinnovata nelle modalità espositive. Il progetto museologico è stato curato da un gruppo di lavoro composto da Andrea Bellieni, Enrica Cozzi, Emilio Lippi, Maria Elisabetta Gerhardinger, Eugenio Manzato e Sergio Marinelli, ed è stato tradotto in termini museografici dal team di architetti Studiomas (Marco Rapposelli e Piero Puggina) che ha ridisegnato gli spazi, le luci, parte degli impianti e gli apparati didascalici. Il risultato finale è un percorso di grande suggestione, che coniuga l’impatto estetico con l’efficacia in termini di fruibilità da parte del pubblico.

Il percorso espositivo è sviluppato in senso cronologico e in dialogo con i famosi cicli pittorici presenti nella ex Chiesa (le Storie di S. Orsola di Tomaso da Modena e i tanti altri affreschi del Tre e Quattrocento). Si parte dalle testimonianze medievali per giungere al Settecento, con una selezione di circa 150 opere che sottolineano la stretta interazione del Museo con il territorio, i collezionisti che l’hanno arricchito con doni, gli artisti che a Treviso hanno operato. 

Dalle prime sale in cui è possibile ammirare alcuni brani figurativi staccati a partire dal tardo Ottocento da case, palazzi e chiese successivamente distrutte, l’itinerario procede abbracciando il periodo del gotico internazionale rappresentato da alcune selezionate opere di alta qualità, tra cui una Madonna col Bambino di Gentile da Fabriano. Si prosegue con i grandi capolavori del Rinascimento di artisti quali Cima da Conegliano, Giovanni Bellini, Pordenone, Lorenzo Lotto, per arrivare alla sala dedicata al Manierismo, con le grandi pale d’altare e i ritratti di Paris Bordon e Jacopo Bassano, fino ad arrivare all’ampia antologia del patrimonio d’arte del Seicento e del Settecento. In questa sezione si trovano alcuni pezzi di recente restauro e finora mai esposti al pubblico, tra cui opere di Francesco Guardi, Rosalba Carriera, Giovanni Marchiori, Giambattista e Giandomenico Tiepolo. 

Con questo riallestimento si completa dunque la riorganizzazione del complesso di Santa Caterina, che valorizza la funzione museale dell’ex convento. 

Ultima modifica il Venerdì, 16 Febbraio 2018 14:07


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