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Venerdì, 12 Maggio 2017 10:07

Al Museo del Tessuto di Prato, l'eleganza del Settecento europeo in mostra

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La mostra presenta una selezione mirata di tessuti, capi d’abbigliamento femminili e maschili, porcellane, oggetti d’arredo, dipinti e incisioni che raccontano e motivano puntualmente i continui passaggi di stili che attraversano questo secolo

Abito femminile, manifattura italiana, 1765 ca.  n.inv. T.A. 3735-37  Firenze, Museo della moda e del Costume Gallerie degli Uffizi - particolare Abito femminile, manifattura italiana, 1765 ca. n.inv. T.A. 3735-37 Firenze, Museo della moda e del Costume Gallerie degli Uffizi - particolare

PRATO - Si intitola “Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento europeo” la mostra che dal 14 maggio è ospitata nella sala dei tessili antichi del Museo del Tessuto di Prato. La struttura museale è collocata insieme alla Biblioteca Comunale Lazzerini all’interno dell’ex Fabbrica Campolmi, il più monumentale esempio di archeologia industriale tessile toscana (8.500 mq), recuperata dal Comune di Prato per trasformarla in polo cultuale cittadino.

L’esposizione è stata resa possibile dalla collaborazione con il Museo della moda e del costume delle Gallerie degli Uffizi, del Museo Stibbert di Firenze e del Museo Studio del Tessuto della Fondazione Ratti di Como, nonché di altre prestigiose istituzioni sia pubbliche che private. 

Oltre 100 reperti tra tessuti, capi d’abbigliamento femminili e maschili, porcellane, accessori moda - quali scarpe, bottoni, guanti, copricapi - dipinti e incisioni, raccontano e motivano puntualmente i continui e significativi passaggi di stile che si susseguono in questo periodo storico, dall’esotismo ai “capricci” compositivi della prima metà del secolo fino alle forme classiche austere dell’ornato neoclassico.

Si possono quindi ammirare straordinari quanto rari capi d’abbigliamento maschili e femminili provenienti dal Museo della moda e del costume delle Gallerie degli Uffizi che raccontano la significativa trasformazione delle fogge di questo secolo: dai generosi volumi della robe à la français alla loro riduzione nella robe à la polonaise fino alla citazione classicista della robe en chemise

Ci sono poi i tessuti operati in seta e preziosi filati metallici del Museo del Tessuto di Prato e del Museo Studio del Tessuto della Fondazione Ratti di Como che dialogano con i preziosi gilet e le pregiate porcellane di manifattura cinese, Ginori e Sèvres di quello scrigno di tesori che è il Museo Stibbert di Firenze, custode di un patrimonio di oltre 50.000 oggetti tra costumi, armi e armature, arazzi, oggetti di arredo e di arte applicata.

Dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze proviene invece un nucleo di volumi di argomento diverso, databili dalla seconda metà del XVII alla fine del XVIII secolo, fondamentali per comprendere la nascita e lo sviluppo dei diversi filoni stilistici che attraversano il secolo: dai repertori di motivi decorativi presenti nei volumi sulle ambascerie delle Compagnie delle Indie in Cina e Giappone, alla rappresentazione delle creazioni di oggetti di arte applicata di stile rocaille, fino alle incisioni con soggetti archeologici che avranno un enorme ricaduta nella nascita e sviluppo del gusto neoclassico, affermatosi nel seconda metà del secolo.

E’ in questo contesto che, tra i complementi di abbigliamento appartenenti al Museo Stibbert, si colloca una curiosa serie di bottoni cameo in vetro e in porcellana con soggetti classici ripresi dai maggiori capolavori dell’arte greco romana, prodotti dalla manifattura inglese di Wedgwood nell’ultimo quarto del Settecento.

Dal Museo Salvatore Ferragamo provengono le calzature del XVIII secolo che rappresentano il nucleo storico della collezione avviata dallo stesso Salvatore come archivio di studio per le sue straordinarie creazioni.

Infine i quadri provenienti dal Museo di Palazzo Pretorio di Prato e dalle gallerie antiquarie fiorentine Eredi Antonio Esposito – Galleria Antiquaria, Collezione Giovanni Pratesi, Tornabuoni Arte – restituiscono una significativa panoramica di autori europei e soprattutto di soggetti che dialogano con i motivi decorativi rappresentati nei tessili: dalla pittura di genere ai cosiddetti capricci, dalle nature morte di fiori e frutta ai paesaggi animati da scenette popolari o da antiche rovine della classicità. 

La mostra, frutto dell’accordo pluriennale di valorizzazione con le Gallerie degli Uffizi, resterà aperta quasi un anno, fino al 29 aprile 2018. 

Vademecum

Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento Europeo
14 maggio 2017 – 29 aprile 2018
Museo del Tessuto, via Puccetti 3 Prato
www.museodeltessuto.it
www.museodeltessuto.it/settecento
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facebook.com/museodeltessuto
twitter.com/museodeltessuto
Orari
martedì - giovedì: 10 - 15
venerdì e sabato: 10 - 19
domenica: 15 - 19
giorno di chiusura: lunedì
Biglietto ingresso
Ingresso intero: 7 euro
Ingresso ridotto: 5 euro

Ultima modifica il Venerdì, 12 Maggio 2017 10:11



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