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Sabato, 15 Giugno 2019 15:41

Roma. Nasce il “Polo delle Culture Contemporanee”

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Palazzo delle Esposizioni, Macro e Mattatoio. L’Azienda Speciale Palaexpo (ASP) ri-definisce il futuro dei tre spazi. I punti cardine: dialogo e convergenza tra i diversi ambiti, produzione attiva e sperimentale, valorizzazione e interdisciplinarietà, accessibilità e condivisione

ROMA - L’Azienda Speciale Palaexpo (ASP), accogliendo le indicazioni dell’Assessorato alla Crescita Culturale, realizza un nuovo “Polo delle Culture Contemporanee” costituito dai tre spaziche già gestisce, ovvero Palazzo delle Esposizioni, Macro/via Nizza e Mattatoio. 

Non si tratta dunque di una vera rivoluzione, intesa come stravolgimento di quanto realizzato finora in questi tre luoghi, piuttosto di una ri-definizione più chiara del futuro di questi spazi da far conoscere e ri-attivare attraverso l’arte contemporanea. 

I punti fondamentali del programma prevedono: il dialogo e la convergenza fra i diversi ambiti della cultura e della ricerca, in particolare fra arte e scienza; la produzione attiva e sperimentale di esperienze e di conoscenza; la valorizzazione delle diversità e dell’interdisciplinarietà; l’accessibilità e la costituzione di comunità per la condivisione del sapere e delle diverse forme del sensibile.

Per quanto concerne il Palazzo delle Esposizioni nel triennio 2020-2022 si svilupperà un ricco programma di mostre destinate, come è già nella sua vocazione, al più ampio coinvolgimento dei diversi pubblici.

Tra le mostre previste nel prossimo biennio, tra le altre, sono già in programma: “Sublimi Anatomie”, una mostra sull’osservazione storica e contemporanea del corpo umano, “Carlo Rambaldi e Makinarium”, gli effetti speciali visuali declinati secondo la tradizione artigianale della “meccanotronica”; “Tecniche di evasione”, sulle modalità del dissenso degli artisti nell’Europa dell’Est; due grandi retrospettive dedicate a Jim Dine e a Gabriele Basilico e, nell’ottobre 2020, la XVII edizione della Quadriennale. Continuerà ad essere ospitata World Press Photo, nonché la seconda edizione di Mostre in Mostra.

Il Piano Zero” del Palazzo è e resterà ad accesso gratuito. Si punterà a coinvolgere anche i giovani attraverso sinergie tra il dipartimento educativo, la libreria e il Caffè delle Esposizioni da poco inaugurato. Si allestirà anche un’area dedicata alle biblioteche civiche di Roma, che presenti le attività e le diverse realtà dei quartieri dal punto di osservazione di questi importanti presidi culturali territoriali.

Il cambiamento che coinvolgerà invece il Macro, riguarda in particolare la figura che “guiderà” questo spazio. A breve giungerà al termine il progetto sperimentale Macro Asilo e, per il triennio 2020-2022, l’Azienda sta quindi avviando il percorso per una selezione pubblica volta all’individuazione di un progetto culturale che dia sviluppo e innovazione all'esperienza che il Macro ha rappresentato e rappresenta.

L’intento è quello di valorizzare l’apertura, la pluralità, le pratiche discorsive, verso una trasformazione della figura del visitatore che contribuisce alla creazione di contenuti, incoraggiando la presenza di studenti e promuovendo la ricerca e la sperimentazione artistica nazionale e internazionale. Particolare importanza sarà data alla collaborazione con le Accademie e gli Istituti di cultura presenti a Roma.

Il Mattatoio confermerà essenzialmente la sua vocazione sperimentale, diventando il nuovo Laboratorio permanente sui linguaggi della performance.

La Pelanda costituirà quindi un polo di ricerca, produzione, presentazione e formazione interdisciplinare dedicato alla performance nei quattro ambiti principali di arti visive, musica, teatro e danza. Sarà realizzata una scuola di alta formazione interdisciplinare sui vari linguaggi della performance partendo da un Master di II livello in “Arti Performative e Spazi Comunitari” per il quale è già stata firmata una convenzione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre il cui avvio è previsto per febbraio 2020. 

Grazie ad un intervento di restauro e recupero, che è stato portato avanti dalla Sovrintendenza Capitolina e da Zetema, saranno restituiti alla città nei primi mesi del 2020, i “Rimessini”, due grandi spazi interni al Mattatoio.

L’obiettivo è quello di far diventare l’area del Mattatoio il cuore pulsante del quartiere di Testaccio, attivando anche sinergie con le varie realtà, anche informali, già presenti al suo interno quali il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, la Scuola Popolare di Musica di Testaccio, il Centro anziani, il Centro socioculturale Curdo, l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Per la realizzazione di questo  progetto l’Azienda Speciale Palaexpo ha promosso un bando pubblico attraverso il quale sarà individuato un responsabile della programmazione e delle attività del nuovo Laboratorio permanente della Performance, presso il Mattatoio.

 

 

Ultima modifica il Martedì, 18 Giugno 2019 10:55


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