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Mercoledì, 02 Gennaio 2019 11:06

Uffizi. L’appello del direttore Eike Schmidt: “La Germania restituisca il dipinto del pittore olandese Jan van Huysum”. Video e foto

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Il quadro "Vaso di fiori" fu sottratto a Palazzo Pitti da soldati della Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale. L’opera è attualmente in possesso di una famiglia tedesca

FIRENZE -  Nel primo giorno del nuovo anno il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ha lanciato un appello alla Germania chiedendo la restituzione di un’opera sottratta dai nazisti durante la seconda Guerra Mondiale.

Così Schmidt: “Ci auguriamo che nel corso di quest'anno possa essere finalmente restituito alle Gallerie degli Uffizi di Firenze il celebre 'Vaso di Fiori' del pittore olandese Jan van Huysum, rubato da soldati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e, attualmente, nella disponibilità di una famiglia tedesca che, dopo tutto questo tempo, non l'ha ancora reso al museo, nonostante le numerose richieste da parte dello Stato italiano".

Il dipinto in oggetto  è un capolavoro di Jan van Huysum (Amsterdam 1682-1749).  L’opera,una natura morta olio su tela, ha fatto parte delle collezioni di Palazzo Pitti fin dal 1824, quando fu acquistato dal granduca lorenese Leopoldo II per la Galleria Palatina appena fondata. Il dipinto restò per oltre un secolo esposto nella sala dei Putti, insieme ad altre nature morte olandesi realizzate dai massimi artisti del '600 e '700.

All’inizio della Seconda Guerra mondiale la reggia fu evacuata e il quadro in questione venne portato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1943 fu spostato nella villa Bossi Pucci, sempre a Firenze, fino a quando soldati dell'esercito tedesco lo prelevarono insieme ad altre opere per trasferirlo a Castel Giovio, in provincia di Bolzano. L'opera trafugata finì in Germania, ma se ne persero successivamente le tracce. Nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca, il quadro ricomparve. Da li una serie di assurde vicissitudini, tra cui la richiesta da parte di alcuni intermediari di un riscatto alle autorità italiane. La procura di Firenze ha quindi aperto un'indagine. L’opera, infatti, essendo già di proprietà dello Stato Italiano, non è alienabile né acquistabile.

Spiega Schmidt: "A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi, le ferite della seconda Guerra Mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari”. Il direttore sottolinea ancora: "per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest'opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d'arte depredata dall'esercito nazista". 

Attualmente una riproduzione fotografica in bianco e nero del dipinto, realizzata da Alinari, è stata simbolicamente esposta nella Sala dei Putti, corredata dalla scritta in tre lingue, italiano, inglese e tedesco, "rubato", con relativa didascalia che spiega dove si trovi al momento il dipinto.  Schmidt sottolinea:"Saremo ben lieti di rimuovere questa memoria fotografica quando agli Uffizi sarà restituito l'originale". 

Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e componente della commissione Cultura della Camera, scrive intanto su Facebook: "Il governo, il ministro della Cultura Bonisoli e il ministro degli Esteri Moavero intervengano sulla Germania per far restituire agli Uffizi il quadro rubato dai nazisti. Dopo l'appello lanciato dal direttore del Museo Schmidt, le autorità italiane facciano la propria parte. Lo chiederò con un'interrogazione parlamentare". 

Ultima modifica il Mercoledì, 02 Gennaio 2019 12:31
Redazione

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