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Giovedì, 13 Dicembre 2018 15:42

Agli Uffizi il disegno preparatorio di una “veduta” di Gaspare van Wittel

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Acquisito per le Gallerie dal Mibac, al costo di 25 mila euro, lo studio autografo rappresenta la"Veduta del convento di San Paolo ad Albano" dipinta da van Wittel nel 1710, già conservata alla galleria Palatina di Palazzo Pitti

FIRENZE - Il ministero dei Beni culturali ha acquistato per le Gallerie degli Uffizi di Firenze un disegno autografo, riconosciuto come studio preparatorio per la "Veduta del convento di San Paolo ad Albano" realizzata da Gaspare van Wittel (padre di Luigi Vanvitelli) nel 1710 e oggi conservata presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti. La tela venne commissionata all'artista olandese da parte del cardinal Pietro Ottoboni, nipote di Alessandro VIII e accomandatario dell'abbazia di San Paolo ad Albano dal 1685, per commemorare il ricevimento da lui offerto a Clemente XI Albani, nell'estate del 1710. 

Come spiegato da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi: "Il disegno preparatorio è  autografo e databile con certezza e fornisce un esempio assai rilevante della produzione disegnativa di Gaspar van Wittel, il pittore olandese a cui viene riconosciuto il ruolo fondamentale di unione tra la tradizione paesaggistica nordica e quella italiana. La sua produzione inaugura infatti una nuova, straordinaria, stagione del vedutismo europeo con uno specifico genere interessato alla resa oggettiva dell'aspetto urbano, colto nel contesto contemporaneo e quotidiano e sfrondato da ogni componente scenografica".

Gaspare van Wittel era solito costruire, attraverso il disegno l’impianto compositivo dell’opera. Studiava quindi con precisione la scena in generale, l'incidenza delle ombre e l'intera scansione luministica, mentre i particolari e le figure venivano aggiunti successivamente sulla tela, in studio. In questo foglio la raffigurazione è molto dettagliata nella descrizione del complesso abbaziale e nella magistrale definizione, mediante veloci stesure d'inchiostro diluito, delle luci e delle ombre, in tutto corrispondenti a quelle della versione finale dipinta, che presenta quasi le stesse dimensioni dello studio preparatorio. 

L’opera acquisita, ha spiegato Schmidt, non sarà visibile al pubblico in maniera continuativa in quanto, vista la sua delicatezza, ha necessità di restare al buio quanto più possibile. 

Ultima modifica il Giovedì, 13 Dicembre 2018 16:20


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