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Giovedì, 13 Dicembre 2018 10:29

I biologi scendono in campo per la tutela dei Beni culturali

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Un convegno a Roma ha sottolineato l’importanza che la figura del biologo può ricoprire nell’attività di conservazione, campo strettamente legato a quello del restauro. Ad oggi questa figura non ha, tuttavia, ancora avuto un ruolo adeguato nell’ambito delle istituzioni pubbliche, quali MIBAC, soprintendenze, musei, archivi, biblioteche

ROMA - Il 12 dicembre si è svolto a Roma al Palazzo Cavalieri di Rodi il convegno “Biologo nel settore dei Beni Culturali”.  Al centro dell’incontro la figura del biologo considerata indispensabile per la conservazione delle opere d’arte. 

Vincenzo D'Anna, presidente dell'Ordine Nazionale dei Biologi, ha sottolineato: "non bastano soltanto gli storici dell'arte, gli architetti e i restauratori". In un'équipe dedita alla tutela "ci vuole l'esperienza del biologo perché la maggior parte del deterioramento di un'opera d'arte scaturisce dall'azione di agenti chimici e biologici, muffe, batteri, virus, ovvero da una serie di elementi che attengono alla biologia".

Francesco Scoppola, direttore generale dell'Educazione e Ricerca del Mibac ha invece spiegato:  "In proiezione, da qui a tre anni e mezzo i biologi al servizio del patrimonio saranno quattro in tutta Italia. Per mantenere il livello attuale ce ne vorrebbero almeno una ventina nei prossimi anni e, per incrementarlo, come sarebbe giusto dato il progresso scientifico, ce ne vorrebbero tra i trenta e i quaranta in tutta Italia".

Il convegno è stato dunque un momento per fare il punto della situazione e tra i propositi dell’Ordine Nazionale dei Biologi c’è,  non solo quello di realizzare master universitari dopo la laurea,  grazie ai quali i giovani possano accedere ad una specializzazione teorica e pratica nel campo dei beni culturali, ma anche l’obiettivo di riorganizzare il corso di laurea stesso, con specializzazioni che definiscano al meglio determinate competenze. 

D’Anna ha quindi aggiunto:"Dobbiamo affermare il principio che la figura del biologo è indispensabile e dobbiamo avviare i ragazzi ad una formazione sul campo”. 

Attualmente i biologi che operano nel settore dei Beni culturali sono davvero pochi, alcuni sono ancora in servizio presso il Mibac, ma nell'arco di un triennio dovrebbero terminare il loro mandato. "Come ordine dei biologi faremo in modo di sensibilizzare il ceto politico, i ministri e i ministeri competenti perché si possa riparare a questa carenza", ha detto D'Anna.

Ultima modifica il Giovedì, 13 Dicembre 2018 10:33


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