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Domenica, 18 Novembre 2018 12:39

Dal restauro della pala di Vasari emerge il volto di Michelangelo

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L'intervento è stato condotto dall'Opera di Santa Croce attraverso il progetto di fundraising "In the Name of Michelangelo" e verrà presentato alla città sabato 24 novembre alle ore 16

FIRENZE - Durante il restauro della tavolaCristo incontra la Veronica sulla via del Calvario", una pala realizzata da Giorgio Vasari nel 1572, su commissione di Cosimo I de' Medici, per l'altare Buonarroti nella Basilica di Santa Croce a Firenze, sono emersi i volti di Michelangelo e Rosso Fiorentino. 

Il restauro della pala è stato eseguito in seguito ai danni riportati nella parte inferiore dai tempi dell’alluvione provocata dall'Arno nel 1966. Il dipinto è stato liberato quindi da una patina oscurante che ha permesso di far emergere alcuni particolari inaspettati, oltre a un luminoso equilibrio d'insieme. 

Il volto di Michelangelo, secondo la restauratrice Sally J. Cornelison, docente alla Syracuse University,  appare sotto le sembianze di Nicodemo, mentre quello di Rosso Fiorentino sotto quelle di Giuseppe D'Arimatea. Il ritratto di Michelangelo è riconoscibile dalla capigliatura ricciuta e dal caratteristico profilo del naso. 

Secondo gli studiosi il Vasari ha voluto rendere omaggio a quel "Michele Agnolo" che nelle "Vite" viene definito "l'amico caro, il divino e meraviglioso artista”. 

Secondo Cornelison l’omaggio si concretizza anche attraverso una serie di citazioni,  come nelle figure delle pie donne, chiaro riferimento alla Sibilla Libica della Cappella Sistina. Per quel che concerne Rosso fiorentino, era per Vasari uno dei pittori a lui più cari, avendone anche frequentatola bottega. Scrive Vasari nelle "Vite" - “ha meritato e merita di essere ammirato come veramente eccellentissimo”. 

Accanto alla pala in Santa Croce si trova l’altare della famiglia Buonarroti e il monumento a Michelangelo, realizzati tra il 1564 e il 1578 su progetto di Giorgio Vasari per volere di Lionardo Buonarroti, nipote ed erede di Michelangelo, oggetto recentemente di un processo di ripulitura a cura della restauratrice Paola Rosa.

Il restauro della pala è stato invece condotto da Maria Castellano, grazie al progetto di fundraising, ideato dell'Opera di S.Croce,  attivato nel settembre 2017 che ha permesso di raccogliere 120mila euro. 

Ultima modifica il Lunedì, 19 Novembre 2018 16:50



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