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Lunedì, 01 Ottobre 2018 12:27

Il Macro “ospitale” ha aperto i battenti con seimila visitatori

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Dopo tante polemiche, tra detrattori e fautori dell’esperimento ideato da Giorgio de Finis, il 30 settembre il museo è stato inaugurato nella sua nuova veste 

ROMA - Ha aperto le sue porte con una grande festa, domenica 30 settembre alle 16.00, il “nuovo” Macro, trasformato da Giorgio de Finis, curatore del progetto, in un nuovo dispositivo “ospitale” e “relazionale”. Come suggerisce la stessa denominazione di “Macro Asilo”, infatti, nell’idea di de Finis, c’è l’intento di rendere questo luogo un organismo vivente, che sappia aprirsi alla partecipazione del pubblico e della città. 

Se de Finis riuscirà in questo suo progetto sperimentale si vedrà in corso d’opera, considerato che la durata dell’esperimento è di 15 mesi, quindi fino al 31 dicembre 2019. Di sicuro l’inaugurazione ha suscitato molta curiosità. Sono stati infatti oltre seimila i visitatori che si sono messi in fila in via Nizza per varcare la soglia del rinnovato Museo. 

Il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, Luca Bergamo, presente alla festa di inaugurazione, ha specificato: "Il Macro diventa in questo momento, e per molti mesi, un luogo in cui questo esercizio tra l'arte contemporanea e la società e le persone diventa concreto e diventa anche accrescimento della conoscenza di tutti”. “Con il Macro - ha detto ancora Bergamo - vogliamo dare vita a un modo di fare arte, coinvolgendo le persone: una novità per Roma. Naturalmente, in questo c’è anche una pratica artistica, ci sono laboratori in cui artisti producono arte anche insieme a chi li va a visitare, non c’è invece la costruzione di una collezione classica perché questa funzione in questo momento è svolta in altri luoghi della città”. Il vicesindaco si è detto anche molto commosso, sottolineando: “Dopo tanti cambiamenti, oggi c’è un'idea molto forte. Vedo molte persone interessate al progetto, oggi sono venute qui a scoprirlo”. “L’idea di fondo - ha spiegato ancora Bergamo -  è questa: chi è artista ha un dono particolare, riesce a creare associazioni o leggere nello spazio e nel tempo delle cose che normalmente noi comuni mortali non riusciamo a vedere. Ma questo dà una responsabilità agli artisti: quella di essere integralmente parte di una società”. 

Intanto sono stati completamente rinnovati gli spazi del Museo con il nuovo allestimento realizzato dall’architetto Carmelo Baglivo, che in questa nuova visione ovviamente non prevede un tradizionale percorso espositivo.

All’ingresso sono quindi sparite le biglietterie, visto che l’entrata è gratuita. Varcando le soglie del Museo ci si trova di fronte a uno spazio da attraversare in maniera libera e casuale, dove si trova un  salone dei forum, e a parete è presentata, con una grande quadreria, una selezione delle opere della Collezione. Al centro di questo salone è presente il “Tavolo dei tavoli” opera abitabile realizzata per l’occasione da Michelangelo Pistoletto.

Tra le nuove stanze anche quella dedicata a Rome (nome plurale di città), la stanza delle parole (dedicata al vocabolario del contemporaneo), quella di lettura, la stanza dei media e della radio, le stanze-atelier (quattro spazi gemelli progettati per gli artisti che realizzeranno un'opera all'interno del museo). Inoltre tre “ambienti” d'artista, stanze-opera che ospiteranno progetti partecipati, installazioni, performance, aggiungendo, nel corso del tempo, altri 50 ambienti a tema che si sommeranno a quelli già proposti dal museo.

La programmazione non prevede neppure un calendario di mostre, ma un palinsesto quotidiano di eventi, incontri, laboratori, installazioni, performances, già a partire da lunedì 1 ottobre. 

Ogni giorno sono previste proiezioni di video d’arte, incontri, convegni, presentazioni e rassegne nell’auditorium e nella sala cinema. Previsto anche un ciclo di lectio magistralis a cadenza settimanale, oltre ad una serie di eventi “spettacolari” che si terranno sul palco allestito nel foyer, che ospiterà in particolare il sabato sera, musica, danza e teatro. 

Giorgio de Finis ha parlato di “un posto dal quale uscire con tante domande in più e non con delle risposte”.

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 01 Ottobre 2018 13:18



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