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Lunedì, 09 Luglio 2018 13:35

Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente. 719 furti d’arte nel 2017

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Il documento, presentato il 9 luglio a Roma,  ha evidenziato una crescita del 26% rispetto al 2016, che ha comportato 1.136 denunce, 11 arresti e 851 sequestri effettuati in attività di tutela. La stima economica oscillerebbe sui 336 milioni di euro

ROMA -  Si è svolta questa mattina a Roma la presentazione del Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente, moderata dal direttore della Nuova Ecologia Enrico Fontana. Sono intervenuti, oltre al presidente di Legambiente Stefano Ciafani e al direttore generale dell’associazione Giorgio Zampetti, il ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare Sergio Costa, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il sottosegretario del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Salvatore Micillo, il questore del Senato Paolo Arrigoni, la presidente della Commissione Ambiente del Senato Vilma Morese, la senatrice Paola Nugnes, Rossella Muroni, Chiara Braga, Stefano Vignaroli della Commissione Ambiente della Camera dei deputati, Raffaele Piccirillo, capo dipartimento Affari di Giustizia del ministero della Giustizia, Alessandro Bratti, direttore generale Ispra, Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, Giancarlo Morandi, presidente Cobat, Andrea Di Stefano, responsabile Progetti speciali Novamont.

In particolare per quel che concerne i reati nell’ambito dei Beni culturali, è stato esposto un quadro decisamente allarmante. 

Sono stati infatti 719 i furti d’opere d’arte nel corso del 2017, in crescita del 26% rispetto al 2016. 1.136 sono state le denunce, 11 gli arresti e 851 i sequestri effettuati in attività di tutela. 

Il 38% dei furti si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, cioè 273, di cui 148 nella sola Campania. Come gli anni passati Lazio e Toscana, rispettivamente con 96 e 85 furti, mantengono il podio nella speciale classifica di ruberie, seguite dalla Sicilia (70) e dalla Lombardia (58). La stima economica sul fatturato incassato dai furti d’arte oscillerebbe sui 336 milioni di euro.

Nell’ottica di garantire una migliore protezione al nostro patrimonio storico‐culturale, si è evidenziata la necessita di rivedere il quadro normativo. Escludendo il delitto di ricettazione – che è quello che si prova a contestare nei casi più eclatanti e che prevede una sanzione massima di otto anni – il rimanente quadro sanzionatorio in mano agli inquirenti sembra essere ancora troppo generoso per i trafficanti, secondo Legambiente. 

Si legge nel documento: “Basterebbe recuperare il lavoro fatto nella passata legislatura, e sollecitato dagli allora ministri competenti Dario Franceschini e Andrea Orlando, con la Delega data al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale, per arrivare all’approvazione di un nuovo titolo ‘Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale’: testo che dovrebbe rappresentare un nuovo punto d’inizio”.

Ultima modifica il Lunedì, 09 Luglio 2018 13:56



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